Ameba mangia cervello/ Allarme negli Usa, un altro decesso: c’è rischio in Italia?

- Matteo Fantozzi

Ameba mangia cervello, altro decesso negli Stati Uniti d’America e grande preoccupazione anche in Italia. Specialista però sottolinea come il rischio da noi è pari a zero.

ameba mangia cervello 2018 twitter
Ameba mangia-cervello, foto da Twitter

L’ameba mangia cervello ha fatto un’altra vittima negli Stati Uniti, un uomo infatti è deceduto a causa del parassita che porta a delle infezioni rare e complesse. In scienza è conosciuto come il Naegleria foowleri ed è molto raro e purtroppo letale. Si chiamava Eddie Gray e aveva 59 anni, colpito dopo un bagno al Fantasy Lake Water Park che si trova nella contea di Cumberland. A raccontare la vicenda è stato il dipartimento della salute e dei servizi umani dello Stato americano. Questo ha fatto anche una precisazione sul virus che non causa malattie se viene mangiato, ma può essere letale se penetra nell’organismo tramite il naso. I primi segnali dell’infezione vanno dal mal di testa al vomito con nausea. La malattia causata dall’ameba è molto rapida e questo rende difficile una diagnosi precoce.

Ameba mangia cervello, rischi nel nostro paese?

La storia dell’ameba mangia cervello spaventa e non solo gli Stati Uniti, anche in Italia è infatti stata presa con grande apprensione. Ma si può contrarre anche nel nostro paese? Il virologo dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, Giovanni Maga, ha parlato a La Repubblica, tranquillizzando gli italiani: “Il patogeno è letale, ma le infezioni sono davvero molto rare. Per quanto riguarda l’Italia il pericolo non esiste, l’influenza provoca molte più morti. Il balamuthia è un protozoo tecnicamente presente in tutte le zone temperate, ma non è stato riportato nessun caso nella penisola italiana. E’ stato scoperto solo 30 anni fa, non se ne sa ancora molto purtroppo. Sappiamo però che attacca spesso le scimmie e più raramente l’uomo”.



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