AMICO “PAZIENTE UNO”: “IN PAESE GLI DAVANO DEI SOPRANNOMI”/ “Vivo in quarantena ma..”

- Dario D'Angelo

Simone, amico di Mattia, “paziente uno” del Coronavirus in Italia: le sue parole sulla psicosi in corso nella zona rossa. “Io sto bene, ma in paese…”

simone coronavirus quarto grado
Simone, amico paziente uno Coronavirus (foto Quarto Grado)

Positivo al coronavirus: la quarantena di Simone, cittadino di Casalpusterlengo, è stata raccontata in collegamento Skype nella puntata di ieri di Quarto Grado. Intervistato dal programma di Rete 4, il giovane ha raccontato di essere chiuso in casa da giovedì, quando ha scoperto che Mattia, suo compagno di calcetto, è stato confermato come caso di COVID-19. Non un caso come gli altri, a dirla tutta, si tratta infatti di Mattia, il 38enne definito “paziente uno”. Tutto è iniziato in maniera insospettabile: prima della partita di sabato mattina, infatti, Mattia non accusava nessun sintomo. L’amico ha raccontato: “Stava bene, scherzava con noi al pub. Poi dopo la partita, avrà giocato 10-15 minuti, quando siamo andati al pub per fare il nostro solito aperitivo post-partita ha chiesto un Oki perché aveva mal di testa. Da lì noi non abbiamo saputo più nulla. Poi giovedì alle 2 di notte un nostro amico è andato in ospedale perché la morosa si era tagliata facendo da mangiare ed è venuto fuori che Mattia era ricoverato”.

SIMONE, AMICO “PAZIENTE UNO” IN QUARANTENA

Ma come si sta svolgendo adesso la vita in quarantena di Simone? “Mi hanno fatto questo tampone e mi hanno detto che ero positivo: mi hanno detto se non hai febbre sopra i 38, problemi respiratori e mal di testa fortissimo puoi stare a casa 14 giorni assolutamente da solo. Mi avevano detto che mi avrebbero chiamato ogni giorno, oggi non lo hanno fatto ma non importa visto che sto bene”. Il pensiero corre ovviamente a Mattia, il paziente uno che invece non se la passa altrettanto bene: “Mattia non era sportivo, Mattia era sportivissimo: Mattia nuota, fa palestra, va in bici, gioca a calcio. In paese avevano iniziato a dargli dei soprannomi per questa roba del coronavirus ma non è giusto, noi siamo stati soltanto sfortunati ad incontrare questo virus”. Di certo in tutta la zona rossa è ormai scattata la psicosi: “Io se non avessi saputo di essere positivo sarei stato in giro a quest’ora, perché sto bene. Vedo video di gente che esce dai supermercati coi carrelli pieni come se ci fosse da preparare la cena di Natale, stanno impazzendo tutti qui”.

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