Anastasija Romanov, mito e storia/ 102 anni fa strage della famiglia tra misteri e…

- Raffaele Graziano Flore

Anastasija Romanov, il mito e la storia: 102 anni fa avvenne la strage della famiglia a Ekaterinburg da parte dei bolscevichi. I tanti misteri sulla sua sorte e quella ‘favola’ che..

La famiglia Romanov e, cerchiata in rosso, Anastasija Nikolaevna
La famiglia Romanov e, cerchiata in rosso, Anastasija Nikolaevna (Web, 2020)

102 anni, dal punto di vista storico una infinità: ma da quello emozionale e del florilegio di storie (questa volta con la “s” minuscola) e leggende sorte attorno alla vicenda quella che raccontiamo qui è proprio un’altra epoca, che sembra ancora più distante nel tempo e che rimanda ad atmosfere ed eventi che hanno segnato una cesura nella modernità. Il 17 luglio del 1918, a Ekaterinburg, avvenne l’eccidio dei Romanov da parte dei rivoluzionari bolscevichi, uno degli atti più sanguinosi e allo stesso tempo simbolici di quei giorni che, per citare John Reed in relazione ai fatti del 1919, “sconvolsero il mondo”. A venire trucidati furono infatti lo zar Nicola II, la moglie Alexandra e pure i loro cinque figli, compresa anche Anastasija Nikolaevna Romanova, quartogenita del sovrano e all’epoca solamente 17enne. Proprio la sua morte ha acceso l’interesse degli storici e nel tempo sono sorte anche dicerie e congetture sul fatto che la ragazzina fosse stata l’unica a salvarsi dall’eccidio compiuto dai rivoluzionari al termine di un salvataggio tanto rocambolesco quanto improbabile.

102 ANNI FA LA STRAGE DEI ROMANOV: I MISTERI SU ANASTASIJA

Ma cosa ci racconta, al di là del mero fatto finalmenteaccertato anche dopo decenni di ricerche, la storia della piccola Anastasija, tra mito e leggende che ancora oggi nascondono punti decisamente oscuri? Tanti anni dopo i fatti del 1918, come sappiamo, era spuntata una donna che sosteneva di essere la figlia legittima dello zar Nicola II: tuttavia tale Anna Anderson si scoprì avere problemi psichici e tale ipotesi fu accantonata. Noi sappiamo che la strage avvenne nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918, con i Romanov già prigionieri dei rivoluzionari e tenuti in custodia presso una casa di Ekaterinburg: la vicenda è straziante perché i due genitori e i figli, ancora più ignari di tutto, furono riuniti in una sorta di scantinato di quell’abitazione con il pretesto di scattare una foto tutti assieme e poi fucilati. Nel corso degli anni si era pensato a una divisione della famiglia prima dell’esecuzione e invece in quel sotterraneo trovarono la morte le quattro ragazze e il 14enne principe ereditario. Anche per tale motivo nel 2000, per la sua sopportazione del dolore e per il perdono che aveva chiesto per i propri carcerieri, non solo Anastasija ma anche tutta la famiglia imperiale furono canonizzati dalla Chiesa ortodossa.

L’OBLIO E POI IL ‘RISCATTO’ DELLA 17ENNE NELLA CULTURA DI MASSA

Tuttavia non tutti oggi li ricordano: dopo che ne furono rinvenuti nel 1979 i resti ossei (gettati in una fossa comune), poi sepolti a San Pietroburgo, da parte delle autorità politiche con Putin in testa c’è stato un silenzio che per la stessa chiesa locale fa rumore, soprattutto nel 2018 quando in occasione dei 100 anni della strage il patriarca ortodosso tenne una cerimonia che fu sostanzialmente snobbata dal governo. E così la triste storia di Anastasia resta il racconto di una ragazzina che, in fondo, a più di qualcuno piace immaginare che si sia salvata e che, grazie a un certo filone della cinematografia (si pensi alla pellicola di animazione omonima della 20th Century Fox del 1997 diretta da Don Bluth e Gary Goldman), è diventata una vera e propria principessa delle favole. Come forse sognava di essere la 17enne granduchessa dallo sguardo nostalgico, come quando fu immortalata in quel celebre scatto in bianco e nero assieme a tutto il resto della sua famiglia e l’orrore era ancora lontano

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