Andrea La Rosa ex calciatore ucciso/ Appello: ergastolo per Raffaele Rullo e la madre

- Emanuela Longo

Omicidio Andrea La Rosa, ex calciatore ucciso e sciolto nell'acido: in Appello confermata condanna all'ergastolo a carico di Raffaele Rullo e della madre

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Era attesa per oggi la sentenza di secondo grado presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano per l’omicidio di Andrea La Rosa, l’ex calciatore del Brugherio ucciso e sciolto nell’acido per questioni prettamente economiche nel novembre di tre anni fa. I giudici dell’Appello hanno confermato la condanna all’ergastolo già emessa in primo grado a carico dei due imputati, Raffaele Rullo e la madre di quest’ultimo, Antonietta Biancaniello. Oltre ad accogliere la richiesta avanzata dal pm Maura Ripamonti, i giudici hanno inasprito ulteriormente la pena a carico dell’uomo aggiungendo anche una condanna a 6 mesi di isolamento diurno. Madre e figlio sono accusati di omicidio volontario pluriaggravato, soppressione di cadavere e tentato omicidio della moglie di Rullo. Entrambi, come spiega TgCom24, non erano presenti in aula al momento della lettura del dispositivo ma hanno potuto assistere attraverso un collegamento in video conferenza dal carcere nel quale sono detenuti. Stando alla ricostruzione del terribile delitto ribadita anche durante il processo di secondo grado, Rullo aveva ottenuto da Andrea La Rosa un prestito da 30 mila euro ma gliene aveva poi chiesti ulteriori 8 mila. Per non pagare il debito aveva quindi deciso di eliminarlo definitivamente con l’aiuto della madre.

ANDREA LA ROSA EX CALCIATORE UCCISO: CONDANNE CONFERMATE IN APPELLO

Il delitto di Andrea La Rosa era avvenuto poco più di 3 anni fa: era la sera del 14 novembre 2017 quando l’ex calciatore fu attirato in una trappola in via Cogne a Quarto Oggiaro, periferia milanese. Il giovane sarebbe stato portato nello scantinato di una palazzina popolare e drogato, poi aggredito e ferito con una coltellata alla gola, quindi messo in un bidone pieno di acido con l’intento di far sparire il cadavere. Un mese dopo l’atroce delitto avvenne la tanto attesa svolta: l’auto della madre di Rullo fu fermata dalla polizia e nel bagagliaio fu rinvenuto il fusto all’interno del quale era contenuto il cadavere dell’ex calciatore. La vittima, stando a quanto emerso dall’autopsia, fu uccisa dalle esalazioni dell’acido. La donna Antonietta Biancaniello si prese tutte le colpe al fine di scagionare il figlio ma le indagini la smentirono confermando anche la piena responsabilità di Rullo nel delitto pianificato dopo il fallimento del tentato omicidio della ex moglie Valentina Angotti della quale aveva inscenato il suicidio.





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