ANDREA MINGARDI/ “Se stiamo insieme” ed è subito commozione

- Emanuele Ambrosio

Andrea Mingardi ospite di Una serata… Bella Per te Mogol, “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante ed è subito commozione per l’artista emiliano.

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Andrea Mingardi

Una serata bella per te, Mogol ci fa riabbracciare un’altra leggenda della nostra musica Andrea Mingardi. Questi porta sul palcoscenico la canzone “Se stiamo insieme” composta dal duo formato da Mogol stesso e Riccardo Cocciante. Appena sale sul palco sembra già evidente la commozione per il tempo che è passato e per una carriera che con lui non è sempre stata benevola. Nato a Bologna il primo agosto del 1940 ha iniziato a cantare nel 1959, una vita fa. Nonostante sia uscito con sei album nel nuovo millennio si sono perse un po’ le sue tracce, rimasto nella nicchia di quelli che hanno un seguito particolare ma non sono fenomeni di massa. Mingardi però dimostra di avere il cuore del grande artista e con questa esibizione fa vedere a tutti che c’è ancora e che ha tanto da dare alla musica italiana. Speriamo che le possibilità ritorneranno perché abbiamo sicuramente bisogno di artisti del genere. (agg. di Matteo Fantozzi)

“Luntàn da Bologna” il nuovo singolo…

Andrea Mingardi ospite di Una serata… Bella Per te Mogol, l’evento musicale dedicato al paroliere italiano e trasmesso domenica 16 agosto 2020 in prima serata su Rete 4. Una serata all’insegna della grande musica italiana, visto che durante il concerto-evento alcuni artisti ed interpreti della musica italiana si alterneranno sul palcoscenico del Teatro Dal Verme di Milano per omaggiare l’arte e la carriera di Mogol, autore di brani storici che durante la sua straordinaria carriera ha scritto per Lucio Battisti, Adriano Celentano e tanti altri. Ad omaggiare il grande Mogol c’è anche Andrea Mingardi che lo scorso maggio ha lanciato il nuovissimo singolo dal titolo “Luntàn da Bologna”. Un brano importante che lo stesso cantautore ha presentato così a l’opinionista (data 25 maggio 2020): “vi farò sentire una nuova canzone nata in… cattività, dal desiderio di ritornare nella mia città o, rispettivamente, nelle vostre, per poi finalmente girare liberi e senza paura. Spero vi piaccia. Vi confesso che sono anche un po’ emozionato. Una nuova canzone è sempre un bimbo che deve passare un esame e il genitore è assalito da tutti i dubbi del mondo. Guai a voi se vi scopro a fare i complimenti di rito, invece spero di essere travolto da un ondata di emozioni simili a quella che mi ha spinto a scrivere questa canzone. Un abbraccio. Un grande merito va anche a Maurizio Tirelli che ha fatto un arrangiamento magico, e a Michele Vinci che ha realizzato un bel video, semplice e affascinante”.

Andrea Mingardi: “molte canzoni erano nel cassetto da anni”

Andrea Mingardi torna alla musica con un nuovo singolo. Un progetto importante nato proprio durante il periodo di quarantena per via del Coronavirus e che segna il ritorno sulle scene a distanza di due anni dall’ultimo disco. Lo scorso 2018, infatti, l’artista intervistato da bolognatoday (data 7 maggio 2018) aveva fatto un sunto della sua carriera dicendo: “mi guardo alle spalle ma le cose che vedo non hanno nulla a che fare con la nostalgia. Ho avuto una carriera lunga e fortunata, un passato ricco di eventi indimenticabili e nessun rimpianto. La chiave del brano che dà il titolo al disco infatti sta proprio nel verso “…di cose ne ho viste, e chi sa quante ne vedrò…”. Non solo, l’artista si è anche soffermato sulla musica di oggi e sulle nuove generazioni sottolineando: “dal punto di vista musicale i giovani d’oggi sono molto più preparati di noi e hanno molti più mezzi a disposizione, il risultato però a mio avviso è sempre un po’ troppo patinato e di base c’è una chiara omologazione Pop. Poca emozione, poca rabbia…ci vorrebbe davvero una sveglia: viviamo il miracolo incredibile della tecnologia e allo stesso tempo del paradosso freno che essa dà. Lo si vede dai contenuti, musicali come quelli politici: è come se la gente fosse delusa, rassegnata, non si pensa più alla propria piccola rivoluzione, lo sguardo è fisso sul cellulare e ci si perde l’orizzonte”.



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