Andrea Sempio prosciolto per delitto Chiara Poggi/ “Un anno per uscire dall’incubo”

- Emanuela Longo

Andrea Sempio fu tirato in ballo nel caso di Chiara Poggi dopo esposto della mamma di Alberto Stasi: prosciolto definitivamente

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Andrea Sempio

Andrea Sempio, delitto Chiara Poggi: dall’indagine al completo proscioglimento

Nel dicembre del 2016 il caso relativo al delitto di Garlasco nel quale perse la vita Chiara Poggi giunse davanti ad un colpo di scena inaspettato: Andrea Sempio, all’epoca 28enne impiegato, risultò indagato in seguito ad un esposto firmato dalla mamma di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni in quanto ritenuto il solo assassino di Chiara Poggi -, Elisabetta Ligabò. Da una serie di indagini difensive, emerse che sulle unghie di Chiara sarebbe stato rinvenuto del Dna combaciante con quello di Sempio. La vicenda, chiaramente, riaccese i riflettori sul caso ma in pochi mesi fu tutto prontamente smontato dal gip di Pavia Fabio Lambertucci, che archiviò l’inchiesta sul 28enne. Andrea Sempio fu definitivamente prosciolto e uscì dalla vicenda che ad oggi vedrebbe un solo responsabile.

Procuratore e pm esclusero categoricamente ogni responsabilità in capo ad Andrea Sempio. Tesi condivisa in seguito anche dal gip che sottolineò l’“inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi e tendente a rinvenire un diverso, alternativo colpevole dell’uccisione di Chiara Poggi”. Nei primi mesi del 2017, quando la posizione di Andrea Sempio fu completamente chiarita, i suoi difensori annunciarono di riservarsi di avviare “ogni migliore azione a tutela dell’onorabilità” del loro assistito, come si legge in un articolo del 28 marzo 2017 del Corriere della Sera, nell’edizione di Milano online.

Per Andrea Sempio una ferita ancora aperta

Andrea Sempio fu tirato in ballo poiché all’epoca del drammatico delitto di Chiara Poggi frequentava la villetta in quanto amico del fratello della vittima. Nonostante l’esposto che portò ad aprire una indagine nei suoi confronti, non fu comunque trovata alcuna corrispondenza “fra il materiale genetico rinvenuto sui reperti ungueali di Chiara Poggi ed il dna di Andrea Sempio” che fu così scagionato definitivamente. La procura di Pavia escluse categoricamente la responsabilità del giovane nel delitto di Chiara Poggi, risultando del tutto estraneo. Ad un anno dal completo proscioglimento, nel gennaio 2018, il giovane Andrea Sempio rilasciò una intervista a Il Giorno: “È tornato tutto alla normalità, alla tranquillità. Per ora e mi auguro per sempre. Tutto posto, lavoro, famiglia”, commentò.

Tuttavia il giovane ammise di aver vissuto un vero e proprio incubo durante il quale a stargli vicino fu certamente la famiglia ma anche gli amici, tra cui Marco Poggi, fratello di Chiara. Andrea Sempio si disse chiaramente segnato dalla vicenda: “Ovviamente lo sono stato e lo sono ancora. Non è una cosa che si possa dimenticare così, da un giorno all’altro, da un momento all’altro. Sono sereno, lo sempre stato anche nei momenti più brutti”. E sul suo stato d’animo, una volta concluso questo incubo, commentò: “Non penso alla vendetta, chiamiamola così. Penso più che altro a godermi la normalità, la tranquillità che ho recuperato. Con gli avvocati abbiamo fatto la nostra denuncia. Vedremo. Quello che voglio dire è che non è che la mattina mi sveglio e penso a rifarmi, a rivalermi. Oppure che ci pensi tutti i giorni”. 





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