Angelo Licheri, morto soccorritore di Alfredino/ Si immerse nel pozzo di Vermicino

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ morto Angelo Licheri, il soccorritore che si immerse nel pozzo di Vermicino per provare a salvare la vita al piccolo Alfredino Rampi

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Angelo Licheri ricorda Alfredino Rampi

E’ morto Angelo Licheri, l’uomo che poco più di 40 anni fa si calò nel pozzo di Vermicino, in provincia di Roma, per tentare di recuperare Alfredino Rampi, che proprio lì vi era precipitato. Angelo Licheri si è spento all’età di 77 anni, e l’immagine dello stesso dopo aver tentato invano di salvare la vita al piccolo di 6 anni, resta uno dei simboli più forti di quella tragedia avvenuta di preciso il 10 giugno del 1981. Stando a quanto riferito dai principali organi di informazione online, Licheri era malato da tempo, e negli scorsi giorni era stato ricoverato in una clinica a Nettuno, non troppo distante dalla capitale; soffriva di diabete che gli aveva provocato una pesante invalidità, costringendolo a vivere in una casa di riposo.

Durante una delle sue ultime interviste, quella datata 2019 e rilasciata a “7”, magazine del Corriere della Sera, Licheri aveva ricordato il momento in cui riuscì a toccare la mano del piccolo Alfredino nel pozzo di Vermicino: «Il bambino era a 64 metri di profondità. Gli ho tolto il fango dagli occhi e dalla bocca e ho cominciato a parlargli, dolcemente. So che capiva tutto. Non riusciva a rispondere ma l’ho sentito rantolare e per me era quella la sua risposta. Quando smettevo di parlare rantolava più forte, come per dirmi: continua che ti sto ascoltando. Dopo vari tentativi andati a vuoto, l’ultimo che ho fatto è stato prenderlo per la canottierina, ma appena hanno cominciato a tirare ho sentito che cedeva… E allora gli ho mandato un bacino e sono venuto via. “Ciao piccolino”».

ANGELO LICHERI: “LA MIA DETERMINAZIONE PIU’ FORTE DEI LORO NO”

Licheri era originario di Gavoi, in provincia di Nuoro (Sardegna), e quando avvenne la tragedia aveva 37 anni, era padre di tre bimbi piccoli e faceva il fattorino per una tipografia di Roma. Allarmato dalle immagini che passavano in tv, la sera del 12 giugno di 40 anni fa si recò sul luogo della tragedia e convinse i soccorritori a farsi immergere nel pozzo vista la sua straordinaria magrezza.

«Al capo dei vigili del fuoco ho detto – ricorda quei momenti sempre nell’intervista a 7 – sono piccolo, fatemi scendere. E lui: lei è troppo emotivo. Ha qualche malattia, qualche problema… L’ho interrotto. Gli ho detto: senta, io sto benissimo, voglio solo scendere. La mia determinazione è stata più forte dei loro no alla fine l’ho vinta io». Licheri rimase 45 minuti in quel pozzo ma riuscendo solo a sfiorare il miracolo.



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