Anticipo della pensione/ La lista aggiornata dei beneficiari: ecco a chi spetta (24 febbraio 2024)

- Danilo Aurilio

Riguardo all'anticipo della pensione l'INPS ha messo in evidenza le nuove circolari in cui sono contenuti tutti i soggetti che potranno godere del benefit.

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Misure ancora più strette riguardo all’anticipo della pensione. Tra le soluzioni e variazioni, l’INPS ha specificato le condizioni e le Quote per riuscire ad uscire dal lavoro ancor prima di aver maturato i requisiti “di vecchiaia” (al momento 63 anni e 5 mesi).

L’Ape Social ad esempio, prevede delle nuove restrizioni da dover conoscere obbligatoriamente se non si vuol rischiare di perdere il beneficio. Grazie a questo benefit è possibile ottenere fino a 1.500€ d’anticipo sull’assegno previdenziale sociale.

Come cambia l’anticipo della pensione: novità 2024

L’intero anticipo della pensione – specialmente l’Ape Sociale – potrà essere goduto fino a quando non si ottiene l’assegno previdenziale fino al raggiungimento dei requisiti per la vecchiaia. Al momento ecco quali sono i lavoratori che potranno godere del beneficio:

  1. Disoccupati: purché nei 36 mesi prima di cessare il rapporto, abbiano avuto dei periodo di lavoro dipendente minimo per 18 mesi e che abbiano terminato la prestazione per la disoccupazione e che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi.
  2. Lavori usuranti: rientrano nella categoria delle mansioni usuranti, tutte quelle attività che sono riportate nell’allegato 3 della legge 234 dell’anno 2021. Nello specifico (per elencarne qualcuna): operati di altoforni; professioni socio sanitarie; conduttori di impastartici e mulini. La condizione principale è che abbiano trascorso almeno 7 anni di lavoro (negli ultimi dieci) in uno di quest’ultimi settori gravosi (e con anzianità contributiva di almeno 36 anni).
  3. Disabili: a patto che abbiano versato almeno 30 anni di contributi previdenziali, l’invalidità civile dovrà essere riconosciuta ad una percentuale pari al 74%.
  4. Caregiver: soggetti che assistono un proprio familiare o conoscente, da un periodo minimo di sei mesi. Anche loro dovranno aver maturato un minimo di trent’anni di contributi previdenziali versati.

In una recente circolare dell’INPS, l’ente ha provveduto a sottolineare:

è necessario anche per quelle persone che magari hanno perfezionato i requisiti in passato (quando erano sufficienti 63 anni), ma non hanno presentato domanda di verifica degli stessi e per chi è decaduto dall’indennità, ad esempio per superamento dei limiti di reddito compatibile”.





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