Antonella Mansi, compagna Domenico Arcuri/ “Il nostro patto è che di lui non parlo”

- Dario D'Angelo

Antonella Mansi, già vicepresidente di Confindustria, è la compagna del commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri.

Domenico Arcuri mascherine
Domenico Arcuri

Con Domenico Arcuri nuovamente ospite di Mara Venier a Domenica In, non è da escludere che la conduttrice, vista la consuetudine venutasi a creare con il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, decida di inserire tra una domanda sulla pandemia e l’altra, un quesito di carattere privato avente come oggetto la compagna del manager, Antonella Mansi. I più avvezzi alle vicende politiche e imprenditoriali avranno già ricollegato questo nome all’ex vicepresidente di Confidustria con delega all’organizzazione. Nata a Siena nel 1974, nell’associazione degli industriali Antonella Mansi ha anche ricoperto il ruolo di presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Toscana e della stessa Confindustria Toscana, diventando in seguito anche membro del Consiglio Direttivo nazionale.

Ad oggi è è dirigente di Sol.Mar SpA, con responsabilità di Direttore Commerciale, Logistica e Acquisti materia prima per Nuova Solmine SpA e Sol.Bat. Srl – area chimica di base, nonché presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana (CFMI) – holding di Pitti Immagine – da luglio 2018 e Vicepresidente di Ente Moda Italia (EMI) da febbraio 2019.

ANTONELLA MANSI, COMPAGNA DOMENICO ARCURI

La storia d’amore tra Antonella Mansi e Domenico Arcuri segue in linea temporale quella che il commissario straordinario ha avuto con un’altra donna impegnata e se possibile ancora più famosa per il grande pubblico come Myrta Merlino. Intervistata qualche tempo fa da “Il Corriere Fiorentino”, la Mansi si è raccontata spiegando la sua “non scelta” di non avere figli: “È la somma di piccole scelte quotidiane. Non ricordo un giorno in cui mi sono detta che non avrei avuto figli. Ma ho preso tante decisioni che mi hanno portato fino a qui. Quando ero un’adolescente pensavo che, come mia madre, a 30 anni avrei avuto almeno due figli. Era un obiettivo naturale, per contesto ed educazione. Ho fatto sempre passi che hanno privilegiato le mie traiettorie professionali. Ma non razionalmente. Mi piace pensare che prendere coscienza di questo rappresenti un riavvicinamento a me stessa. Probabilmente non sono nata con una forte vocazione alla maternità. La vita, poi, è fatta anche di incontri e scontri. Non è dipeso solo da me. Mi assumo il 50% delle responsabilità. Se mi manca? No, non mi sento una persona incompleta. Mi è capitato di conoscere coetanee che hanno grandi crisi rispetto alla maternità negata, io non credo di avere rimpianti“.

All’intervistatrice, che cercava di farla sbottonare rispetto al compagno Arcui, la Mansi ha opposto una ferrea risposta: “Ho un compagno, ci cui non parlo. È il nostro patto”. Più in generale, però, la Mansi ha spiegato che per lei l’amore conta “moltissimo. Sono una persona affettiva e credo nella coppia. Non ho sacrificato tutto per la carriera. Non ho scelto la solitudine. Ho avuto le mie relazioni e ho sempre cercato di conciliarle con la vita professionale“.

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