ASviS/ “La finanza, strumento per aiutare le imprese a raggiungere gli obiettivi ONU”

- La Redazione

Al Festival dello sviluppo sostenibile, si svolge oggi il dibattito “Le Imprese di fronte agli obiettivi dell’Agenda 2030: le nuove sfide della regolazione europea e di Next Generation EU

Elena Di Giovanni
Elena Di Giovanni

Oggi nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2021, l’ASviS ha organizzato l’evento nazionale “Le Imprese di fronte agli obiettivi dell’Agenda 2030: le nuove sfide della regolazione europea e di Next Generation EU” con la partecipazione di Pierluigi Stefanini, Presidente dell’Alleanza, Giuseppe Siani, Responsabile del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Francesco Timpano, coordinatore del gruppo di lavoro ASviS Finanza per lo sviluppo sostenibile, Umberto Filotto, Segretario Generale di Assofin, Gianfrancesco Rizzuti, direttore operativo FeBaf, Marco Leonardi, Capo del Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della politica economica, Elisa Petrini, Coordinatrice del gruppo di lavoro ASviS Associazioni di impresa per l’attuazione del Patto di Milano, Elena Di Giovanni, Vicepresidente e Co-fondatrice Comin & Partners Gaia Ghirardi, Responsabile sostenibilità di Cdp, Claudia Morich, Direttore generale della direzione centrale finanza bilancio controlli regione Liguri, Roberto Prioreschi, Managing director Bain & Company Italia e Turchia, Angelo Rughetti, Direttore Osservatorio investimenti Ifel, Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere e Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario di Stato, Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sin dal momento dell’adozione dell’Action Plan sulla Finanza sostenibile si è reso chiaro l’obiettivo dell’Unione Europea di imprimere una svolta al processo di cambiamento del modello di sviluppo europeo attraverso l’adozione risoluta di politiche in grado di favorire in modo sostanziale la transizione ecologica. Le Linee politiche della Commissione Von Der Layen hanno accelerato questo processo che passa indiscutibilmente per una modifica dei processi di produzione e consumo, ma anche per i comportamenti concreti della Pubblica amministrazione.

“Il ruolo che la finanza può avere nel favorire questa transizione nei modelli di comportamento, nelle funzioni obiettivo delle imprese e nel decision-making pubblico è assolutamente centrale. Il processo ha avuto una ulteriore accelerazione con il Next Generation EU, strumento di reazione alla crisi economica provocata dal Covid-19, attraverso il quale un programma di riforme, investimenti pubblici ed incentivi alle imprese dovrà sostenere la difficile ripresa dell’economia in fase post-pandemica”, ha dichiarato il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini.

“Alla luce della direttiva indicata all’interno del PNRR, la creazione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere è una delle misure principali della Strategia Nazionale che mira ad assicurare un incremento della partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, nonché a ridurre il gender pay gap”, ha commentato Elena Di Giovanni, Vice Presidente e Co-Fondatrice di Comin & Partners. “L’obiettivo resta, infatti, quello di migliorare le condizioni di lavoro delle donne non solo in termini qualitativi, ma anche di remunerazione e di ruolo. Il bilancio di genere può essere, quindi, riconosciuto come un primo passo verso la trasparenza dei processi lavorativi nelle imprese e la rendicontazione e il reperimento dei dati nell’ambito della gender equality”.

In questo quadro di riferimento l’evento ha avuto due obiettivi: la discussione sull’evoluzione normativa europea in tema di finanza sostenibile ed il suo impatto sulle imprese e la focalizzazione sul ruolo della finanza pubblica e privata (sostenibile) all’interno di Next generation EU e del PNRR.

Si è discusso delle nuove evidenze della regolazione europea con riferimento allo sviluppo del rapporto tra imprese e mercati finanziari, e dall’altro del rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. L’Action Plan sulla Finanza Sostenibile ha conosciuto un’accelerazione fondamentale per ultimo con la ridefinizione della “Strategia per finanziare la transizione ad un’economia sostenibile” approvata il 6 luglio 2021, ed ancor prima con l’evoluzione del Regolamento sulla tassonomia delle attività sostenibili e gli atti delegati connessi, del Regolamento UE sull’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, del Regolamento sui Green Bond Europei e con l’introduzione della valutazione delle preferenze di sostenibilità del cliente negli atti delegati adottati a norma MiFID II e della direttiva sulla distribuzione assicurativa, nonché la prospettiva della revisione della Direttiva sul Non Financial Reporting con l’allargamento della platea delle imprese coinvolte.

D’altro canto, l’adozione dei Piani nazionali di rilancio e resilienza apre la discussione su temi quali l’efficienza della P.A. nei processi di investimento, e la governance dei diversi livelli di governo che saranno coinvolti nei programmi di investimento. In particolare, l’attenzione è stata riposta sulla capacità del sistema economico di moltiplicare gli effetti del PNRR anche attraverso l’interazione tra finanza pubblica e privata negli investimenti pubblici e la capacità del sistema delle imprese italiane, in particolare le PMI, di trarre vantaggio dagli investimenti, dagli incentivi e dalle riforme che saranno introdotti.



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