ATLANTIA, REVOCA CONCESSIONE AUTOSTRADE/ “Pronti all’ingresso di soci terzi in Aspi”

- Davide Giancristofaro Alberti

Atlantia, revoca concessione Autostrade. Aspi apre all’ingresso di nuovi soci pur di mantenere la revoca: le parole dell’ad Bertazzo

Atlantia e Autostrade
Atlantia e Autostrade per l'Italia (LaPresse, 2020)

Proseguono le trattative fra il governo e Atlantia circa la questione revoca delle concessioni autostrade. Dall’esecutivo sono giunte nelle ultime ore nuove aperture, con la ministra Paola De Micheli che ha confermato “è disponibile a valutare idee e proposte” di Autostrade. Sono decisamente significative anche le parole rilasciate dal numero uno di Atlantia, Carlo Bertazzo, che intervistato dal Corriere della Sera ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane circa la possibilità di soci terzi in Aspi: “Anche con quote di maggioranza, nel rispetto dei diritti degli attuali soci di minoranza”. Si tratterebbe, come riferisce Il Sole 24 Ore, di un’ipotesi di riassetto che prevede l’intervento di un fondo infrastrutturale F2 partecipato da Cassa depositi e prestii; advisor e banche d’affari sarebbero già al lavoro per studiare una proposta da presentare all’esecutivo. “Agli italiani che sono i Proprietari delle autostrade bisogna garantire di avere condizioni di vantaggi manifesti – ha specificato ancora la ministra De Micheli – se ci saranno da parte di Aspi idee e proposte di questo tipo il governo è disponibile a valutare. La decisione finale sarà ispirata all’interesse pubblico e non ad operazioni di consenso. Sappiamo cosa significa viaggiare, pagare pedaggi e di questo ci stiamo occupando”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ATLANTIA, REVOCA AUTOSTRADE: LE PAROLE DELL’AD BERTAZZO

Il premier Giuseppe Conte si è detto pronto a valutare una nuova proposta di Atlantia, per evitare di revocare loro la concessione sulle autostrade. Carlo Bertazzo, il numero uno dell’azienda, ha risposto così al presidente del consiglio, intervistato dai microfoni del Corriere della Sera: “Siamo disponibili a proseguire il dialogo con il governo per condividere un progetto di ammodernamento e sviluppo nell’interesse del Paese. Serve un’intesa su Autostrade – prosegue il manager di Atlantia – con più investimenti e regole inflessibili”. Secondo Bertazzo, un’eventuale revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia, sarebbe una “catastrofe per tutti. Verrebbe distrutta un’azienda che ha fatto la storia dell’Italia, con oltre 7mila dipendenti e un piano d`investimenti di 14 miliardi di euro. Serve un’intesa su Autostrade con più investimenti e regole inflessibili”. Nel caso in cui si attuasse realmente la revoca, Aspi farebbe un buco da dieci miliardi di euro, una perdita importante per le numerose famiglie italiane che detengono ben 750 milioni di euro di obbligazioni, ma anche per Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti.

ATLANTIA, REVOCA AUTOSTRADE, BERTAZZO “SONO STATI COMMESSI ERRORI”

“E’ inutile negare – ha aggiunto Bertazzo con molta onestà – che sono stati commessi errori (riguardo alla vicenda del ponte Morandi di Genova ndr) e Aspi sta pienamente collaborando con la Procura di Genova affinché ogni responsabilità venga individuata. Oggi abbiamo la piena consapevolezza che la rete autostradale ha bisogno di molti più investimenti e di molta più manutenzione. Per questo a gennaio Aspi ha presentato un nuovo piano industriale con un forte incremento degli investimenti, per il rinnovamento e le manutenzioni. Vogliamo ricostruire un rapporto di fiducia con le istituzioni e i cittadini: abbiamo il dovere di garantire autostrade sicure”. Il nuovo piano di Atlantia, come riferisce Il Messaggero, prevede investimenti per 7.5 miliardi di euro fino al 2023 in sola manutenzione, nonché controllo e ammodernamento della rete autostradale italiana. Una cifra che è stata raddoppiata rispetto a quanto preventivato in precedenza, per dimostrare le buone intenzioni della stessa Atlantia. Non vanno poi dimenticati i 600 milioni di euro per ricostruire il ponte Morandi e aiutare le famiglie delle 43 vittime, nonché finanziare le imprese colpite dal crollo. Basterà?

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