Attacco hacker Regione Lazio/ Terrorismo? No, nato da pc dipendente in smart working

- Silvana Palazzo

Terrorismo dietro l’attacco hacker alla Regione Lazio? Assolutamente no: è nato dal pc di un dipendente in smart working. Lo ha ammesso l’assessore Alessio D’Amato

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Nicola Zingaretti, Alessio D’Amato e Vittorio Gallinella in conferenza stampa (Foto: LaPresse)

Nicola Zingaretti era arrivato a parlare di terrorismo, definendo l’attacco hacker alla Regione Lazio «il più grave atto terroristico mai avvenuto finora» in Italia. Ma era una bufala, perché in realtà la rete regionale gestita da Lazio Crea Spa è stata perforata tramite un dipendente in smart working. Gli hanno sottratto le credenziali di accesso e quindi hanno attaccato il sistema. A confermarlo l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, ai microfoni di Repubblica: «Hanno colpito in un momento particolare, in un momento di smartworking, quando il livello di attenzione si abbassa». Una violazione di un’utenza interna, ipotesi che il responsabile dei sistemi d’emergenza di Lazio Crea, Vittorio Gallinella, aveva escluso categoricamente in conferenza stampa dopo i primi dubbi.

Invece l’esperto informatico Fabio Ghioni l’aveva intuito subito. La Polizia Postale, infatti, aveva definito la vulnerabilità del sistema l’ipotesi più accreditata, facendo emergere anche una certa inadeguatezza della sicurezza della rete regionale, per la quale 21 mesi fa era stato inaugurato il nuovo Data Center con un investimento di 25 milioni di euro di fondi FESR 14-20.

ATTACCO HACKER REGIONE LAZIO, “CRIPTATO ANCHE BACKUP DATI”

Ora tutto è in tilt. L’assessore Alessio D’Amato ha spiegato che «è stato criptato anche il backup dei dati, ed è l’elemento più grave. I dati non sono stati violati ma sono stati immobilizzati». Ieri in Procura è arrivata la prima informativa della Polizia Postale. Si procede contro ignoti per vari reati, come accesso abusivo a sistema informatico e tentata estorsione con aggravante terroristica. L’attacco, con l’installazione del ransomware cryptolocker sarebbe partito all’estero, rimbalzando in Germania. Ma ora che è caos ci si interroga sulle funzioni di Lazio Crea, una “macchina” che costa alla Regione Lazio ben 65 milioni di euro l’anno e che l’anno scorso si dotò di altri 7 dirigenti, dopo altre 14 promozioni, per coprire i posti vacanti di un’azienda che contava già 18 dirigenti su 1.713 dipendenti. Nel frattempo le prenotazioni delle vaccinazioni sono sospese. Le somministrazioni non si sono fermate, infatti proseguono secondo le prenotazioni prese fino al 13 agosto, ma le prenotazioni sono bloccate, come quelle per le visite e gli esami ambulatoriali, ed è corsa contro il tempo per ovviare ai disagi.



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