Audio choc Tribunale smonta sentenza frode fiscale Berlusconi/ “Plotone d’esecuzione”

- Niccolò Magnani

Scoop Riformista: audio choc giudice Cassazione – assieme a sentenza tribunale civile Milano – smontano accusa di frode fiscale a Berlusconi nel processo Mediaset “plotone di esecuzione”

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi, Forza Italia (LaPresse, 2020)

«Berlusconi è stato accusato ingiustamente di frode fiscale nel processo Mediaset»: a rivelare lo scoop è Piero Sansonetti, il direttore del Riformista in un video su Facebook in cui riporta alcuni dettagli della registrazione di cui è venuto in possesso lo stesso quotidiano garantista. «Il processo Mediaset nei confronti di Silvio Berlusconi fu un plotone d’esecuzione», avrebbe detto il relatore della Cassazione, magistrato Amedeo Franco, secondo quanto riportato da Sansonetti. La vicenda giudiziaria è arcinota e riguarda la condanna in via definitiva dell’ex Premier nonché fondatore di Forza Italia nell’agosto 2013 a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset: 3 di quegli anni di sentenza della Cassazione furono coperti dall’indulto, uno venne poi scontato dall’ex Cav con attività di servizi sociali.

Ora però, stando alle registrazioni in mano al Riformista, l’intera storia giudiziaria potrebbe cambiare: «nessuna fattura gonfiata, nessuna interposizione fittizia è emersa riesaminando le carte del processo», è quanto ricostruito invece dalla recente sentenza del tribunale civile di Milano che ribalta quella penale della Cassazione. Insieme all’audio trascritto di Franco, la sentenza del tribunale aggiunge un’ulteriore “prova” dell’innocenza di Silvio Berlusconi secondo quanto ripreso dal direttore del Riformista.

PROCESSO MEDIASET, BERLUSCONI INNOCENTE?

In sede processuale Mediaset aveva avanzato una richiesta di risarcimento contro Frank Agrama – regista e produttore coinvolto nell’inchiesta Mediatrade –  con i giudici che però hanno riconosciuto come «nessuna fattura era stata gonfiata all’epoca sulla compravendita dei diritti su alcuni film americani». A fine processo vennero invece condannati oltre a Berlusconi, anche Agrama (3 anni), Gabriella Galetto a 1 anno e 2 mesi e Daniele Lorenzano a 3 anni e 8 mesi. Secondo Sansonetti l’audio “choc” del giudice di Cassazione, che fu proprio relatore di quella sentenza in cui chiese l’assoluzione, riporta che quella sentenza fu «preordinata, decisa ancora prima di essere giudicata» e parla di «clamorosa ingiustizia» e «schifo» per quanto deciso dalla Cassazione.

Come ribadito sempre dall’audio originale del giudice Franco, aggiunge Sansonetti, «lui non poteva fare nulla per una sentenza che sembrava già preordinata dall’alto». È sulla base di quella prima sentenza penale che Forza Italia e Berlusconi iniziarono la loro caduta da primo a terzo partito del Centrodestra, con cambiamento generale della politica italiana. Il Tribunale Civile di Milano ha riesaminato i fatti dopo la richiesta di Mediaset a seguito della sentenza di Cassazione: «Agrama ci deve ridare i soldi che secondo i giudici appartengono a Mediaset» e invece il tribunale civile di Milano ha sentenziato che non vi deve essere alcun pagamento in quanto «quella cifra pagata all’epoca è stata corretta». Ma dunque, se di pagamento corretto si parla, non può esserci stata una “cresta” e “frode fiscale” fiscale fatta da Silvio Berlusconi all’epoca del processo Mediaset: «non vi fu intermediazione fittizia e il prezzo dei film comprati in Usa fu corretta», in questo modo conclude Sansonetti «la sentenza di primo, secondo e terzo grado su Berlusconi viene completamente rasa al suolo».



© RIPRODUZIONE RISERVATA