Badanti e colf 2024/ Nel 2025 gli italiani richiederanno 2 mln di lavoratrici: nuovi bonus? (ultime notizie)

- Danilo Aurilio

Le badanti e colf del 2024 potrebbero non bastare a soddisfare le richieste in previsione per il 2025. In Italia urgono oltre 2 milioni di assistenti.

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Con i nuovi lavori digitali quali influencer e marketing online alcune attività come quelle svolte dai badanti e dalle colf sembrano essere in sofferenza. Dai dati emersi da Ilsole24ore nel 2025 molte famiglie italiane potrebbero aver bisogno di oltre 2 milioni di lavoratrici idonee all’assistenza per la persona.

L’aumento della domanda e la presunta riduzione dell’offerta spingerebbe il Governo ad offrire nuovi bonus per colf e badanti così da incentivare l’assunzione di queste figure professionali. Ma il quadro del Paper del Rapporto 2024 “Family (Net) WorkLaboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico” sembra essere critico.

Badanti e colf 2024: il fabbisogno domestico va aumentato

Anche se potrebbe sembrare uno stereotipo ma i dati parlano chiaro: le colf e le badanti straniere sono molte di più rispetto alle lavoratrici italiane. Un dato che allarma se si parla di assunzioni e contratti regolari dato che spesso si creano dei buchi normativi o si punta all’evasione fiscale.

Dal rapporto sopra esposto possiamo notare come la Lombardia si trovi in prima fila con 141 mila lavoratori attivi nel settore, a seguire la Campania con 98 mila badanti e colf, al terzo la Sicilia con 97 mila posti, al quarto con il Lazio (93 mila) e al quinto la Puglia (che chiude con 86 mila lavoratori).

Con il trascorrere degli anni la popolazione invecchia ed è fisiologico che servono delle figure per prendersi cura dei più anziani. Un lavoro spesso sottovalutato e ad osservare dai dati si evince come sia anche “meno cercato”.

Badanti e colf straniere in calo

Il documento “Family (Net) Work – Laboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico” fa notare che le Regioni con meno badanti straniere sono tutte del Sud Italia: sul podio la Sardegna con il 19%, il Molise con il 45,6% ed infine la Sicilia con il 48,4%.





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