Banca Etruria, gup: “Un ‘Trio’ dietro il crac”/ “Comitato ristretto indirizzava Cda”

- Dario D'Angelo

Crac Banca Etruria, le motivazioni della sentenza del gup Borraccia che ha condannato a 5 anni l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e l’ex vicepresidente.

bancarotta etruria
Banca Etruria (da Wikipedia)

Dietro il crac di Banca Etruria c’era un “Trio”, composto dall’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e l’ex vicepresidente Alfredo Berni, capace di indirizzare le riunioni del cda, stabilendo lo stanziamento di finanziamenti impropri sulla base di amicizie. Lo ha scritto il gup di Arezzo Giampiero Borraccia nelle oltre 200 pagine di motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 31 gennaio con cui aveva condannato a 5 anni di pena ciascuno i componenti del “trio”. Come riportato da “La Nazione”, “che tale comitato ristretto riuscisse a indirizzare le riunioni del cda lo si desume dalla funzione apicale dei loro componenti (Fornasari, i due vice Giovanni Inghirami e Giorgio Guerini più il Dg Bronchi, ndr) e dal fatto che essi avevano in anticipo cognizione degli atti a supporto delle pratiche di finanziamento”.

BANCA ETRURIA, GUP: “TRIO DIETRO IL CRAC”

La ragnatela di potere che ha portato al crac di Banca Etruria, come scrive “Il Fatto Quotidiano”, arrivava fin nelle stanze del Vaticano. Merita una menzione il caso dello Yacht Etruria, che ancora arrugginisce nel porto di Civitavecchia, emblematico di come i crediti venissero elargiti badando poco alle garanzie offerte e tanto ai vantaggi che da essi potevano derivare. Il gup Borraccia parla chiaramente dell’imprudenza di un finanziamento da 25 milioni concesso sulla base di garanzie labili o anche farlocche ma la sua attenzione si sofferma anche sulla “rete di favori” che portò al finanziamento. Mario La Via, deus ex machina di Privilege (la società dello Yacht), secondo la testimonianza della curatrice fallimentare De Rosa, usufruì del rapporto privilegiato con il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato vaticano, inviando al porporato una lettera di raccomandazione in favore di una stretta parente del presidente. Per quanto, come sottolineato da Borraccia, il piacere non si materializzò, vennero però a crearsi dei contatti che diedero lo spunto affinché si verificassero più incontri fra La Via e l’ex presidente di Banca Etruria, Fornasari, “il che – conclude il gup – non può che consolidare la prospettata colleganza fra i due”.



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