Banchi scuola, chi sono fornitori?/ 11 contratti ma nomi e nazionalità sono “segreti”

- Silvana Palazzo

Banchi monoposto scuola, chi sono i fornitori? Ci sono 11 contratti, ma non i nomi e le nazionalità, che restano “segreti”. E il commissario Domenico Arcuri tace a riguardo…

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Ministro Azzolina a In Onda

I banchi monoposto tradizionali e con sedute innovative, cioè con le ruote, sono un mistero. Il Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri il 12 agosto ha comunicato che sono stati conclusi 11 contratti di affidamento ad aziende e raggruppamenti di imprese per la fornitura dei 2,4 milioni di banchi scuola. Ma non ci sono informazioni su chi fornirà il lotto per i banchi monoposto (e relative sedie) e quelli con le ruote. Né si sanno dettagli su quanti banchi verranno prodotti all’estero e quanti in Italia. Nel comunicato sopraccitato Arcuri si limitava a riferire che sono «per la maggior parte italiane». Secondo quanto riportato da La Verità, che cita indiscrezioni di stampa, sono sette le imprese tricolori e quattro straniere appartenenti comunque all’Unione europea. Ma non è chiaro se questi contratti sono stati anche firmati. Gli operatori del settore, riuniti in Assufficio, chiedono ora i nomi e mettono in dubbio la validità del bando, considerando il cambio in corsa della data di consegna di una parte di arredi slittata dal 12 settembre ai primi giorni di ottobre.

BANCHI SCUOLA, CHI SONO FORNITORI? NOMI E NAZIONALITÀ “SEGRETI”

Non si capisce il motivo per il quale debba esserci tutto questo mistero attorno ad un appalto che è pubblico. Se i contratti sono stati definiti, perché non fornire l’elenco dei fornitori? O forse i contratti non sono chiusi e si stanno ancora negoziando le condizioni a poche settimane dalla riapertura delle scuole? Intanto il Commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri continua a non sfiorare la questione dei banchi. Si è limitato a dire che tra poco «partirà la distribuzione dei nuovi banchi» e che non si era partiti prima perché «bisognava fare la gara». Riguardo i fornitori, invece, aveva detto: «Sono tutte aziende italiane o dell’Unione europea. Sempre a proposito di polemiche inutili, nessun banco cinese». Non si sa nient’altro. Qualcosa trapela da Stefano Ghidini, titolare della C2 Group, il quale ha parlato a Il Giornale spiegando che «le condizioni del bando di gara per banchi e sedute innovative emanato dal commissario Arcuri erano impossibili da soddisfare, prevedevano la consegna entro fine agosto, con penali pesantissime». Quindi ha deciso di non parteciparvi.

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