Bassetti: “Vaiolo delle scimmie? Siamo preoccupati”/ “Casi aumenteranno di molto”

- Davide Giancristofaro Alberti

A Stasera Italia su Rete 4, le parole del professor Matteo Bassetti sul vaiolo delle scimmie: ecco che cosa ha dichiarato il noto medico genovese

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Bassetti a Rete 4, Stasera Italia

Si sta diffondendo sempre di più il vaiolo delle scimmie, e questa malattia per certi versi “misteriosa” è arrivata anche in Italia, con alcuni casi accertati. Dobbiamo spaventarci, quanto è letale, e c’è il rischio di una nuova pandemia dopo il covid? A cercare di fare chiarezza ci ha pensato il professor Matteo Bassetti, noto e stimato primario di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che interpellato nella serata di ieri dal programma di Rete 4, Stasera Italia, classica striscia post tg del quarto canale, ha spiegato: “Dal punto di vista tecnico è molto simile a quello che è successo col Covid – le parole del camice bianco genovese in diretta televisiva – stiamo parlando di un virus delle scimmie che prima è passato ad altri animali e poi ha fatto l’ultimo salto di specie arrivando fino all’uomo. Proprio com’è successo col coronavirus. Infine è cominciata la trasmissione interumana attraverso il contatto diretto o la saliva”, quindi fra uomo e uomo.

BASSETTI SUL VAIOLO DELLE SCIMMIE: “PREOCCUPATI MA NO ALLARMISMO”

Alcuni casi sono stati registrati in Francia, e di recente anche due in Italia. In ogni caso, le due parole chiave sono nessuno allarmismo, e il professor Bassetti, dopo averlo spiegato già ieri pomeriggio in occasione dell’ospitata a Oggi è un altro giorno, si è ripetuto anche ieri sera su Rete 4: “Nessun allarmismo”.

La cosa certa è che il vaiolo delle scimmie non è un virus da prendere sotto gamba ma da attenzionare con estrema coscienza: “Siamo preoccupati – ha continuato Bassetti – perché questo virus ha una trasmissione globale ma l’andamento dell’infezione è lieve e il 50% della popolazione mondiale è vaccinata. La cosa che ci preoccupa è che, fino a pochi giorni fa, l’origine dei cluster era facilmente individuabile. Adesso, invece, è diventato più difficile individuare un focolaio preciso. E pensare che nei prossimi giorni i casi aumenteranno ancora molto”. Insomma, parola sicuramente non felici, con la speranza che non sia alle porte una nuova pandemia.







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