Batterie agli ioni di sodio cinesi si ricaricano in 12 minuti/ Costi di produzione potrebbero calare del 30%

- Chiara Ferrara

Le batterie agli ioni di sodio cinesi sono la nuova frontiera dell'energia: si ricaricano in soli 12 minuti. Inaugurato un nuovo sito di stoccaggio

batteria nucleare Betavolt Batteria nucleare Betavolt (foto da video Virgilio, 2024)

L’azienda statale cinese China Southern Power Grid Energy Storage ha inaugurato la più grande stazione di stoccaggio di energia con batterie agli ioni di sodio. La struttura, come riportato da Electrek, è entrata in funzione l’11 maggio a Nanning, la capitale della regione autonoma del Guangxi Zhuang. Al momento, tuttavia, la capacità non è al massimo: essa è di 10 megawattora (MWh), ma potrebbe arrivare a 100 megawattora (MWh) quando ogni area sarà completamente sviluppata. 

Il sistema comprende in totale 22.000 celle. Ognuna di esse contiene batterie agli ioni di sodio da 210 Ah che si caricano al 90% in 12 minuti. Una tempistica da record. In un’intervista a China Central Television, il manager Gao Like, che lavora presso la filiale di Guangxi della China Southern Power Grid, ha affermato che l’efficienza di conversione energetica della stazione di stoccaggio supera il 92%. Essa è paragonabile all’efficienza dei comuni sistemi di accumulo di batterie agli ioni di litio, pari all’85-95%. I costi tuttavia sono più convenenti. 

La diffusione delle batterie agli ioni di sodio nel mondo

I vantaggi derivanti dall’utilizzo delle batterie agli ioni di sodio sono diversi. Esse stanno guadagnando terreno a livello mondiale in virtù del loro costo inferiore e dell’abbondanza di materie prime rispetto alle batterie agli ioni di litio. Nonostante ciò, la loro durata di vita potrebbe essere più breve rispetto a queste ultime. È per questo motivo che si sta ancora lavorando per migliorarle. 

I risultati previsti fin da ora per la China Southern Power Grid Energy Storage sono ad ogni modo soddisfacenti. Una volta che il progetto raggiungerà i 100 MWh, infatti, potrebbe rilasciare 73.000 MH di energia pulita ogni anno. Una quantità simile è sufficiente per alimentare 35.000 famiglie e ridurre le emissioni di anidride carbonica di 50.000 tonnellate all’anno. Il tutto con un costo su larga scala ridotto del 20-30%. Sembra dunque che sia questa la nuova frontiera dell’energia e la Cina ancora una volta è pioniera. 







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