Bce lascia tassi fermi a zero/ Lagarde: “Daremo sostegno fino a fine emergenza”

- Mirko Bompiani

Come da attese, la Bce lascia i tassi di interesse fermi. La presidente Lagarde: “Ancora gravi rischi dalla pandemia, possibile doppia recessione”

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Christine Lagarde, presidente della Bce (LaPresse)

Oggi si è tenuta l’attesa riunione della Bce e, come preventivato già nelle scorse ore, non sono arrivate novità: i tassi di interesse restano fermi. Entrando nel dettaglio, il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,5% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. «La Banca Centrale Europea riconferma l’orientamento molto accomodante della su politica monetaria», la conferma della presidente Christine Lagarde.

L’ex direttrice del Fondo monetario internazionale ha confermato che serve ancora un ampio sostegno monetario, ribadendo che l’economia dell’Eurozona si è probabilmente contratta nel quarto trimestre del 2020. Non è possibile escludere una doppia recessione, considerando che gli economisti hanno previsto che la produzione si ridurrà anche nel corso di questo trimestre a causa dell’inasprimento delle restrizioni sancite dai governi internazionali.

BCE LASCIA TASSI FERMI A ZERO

«Non escludiamo niente: la Bce è pronta ad adattare tutti gli strumenti, in una direzione o nell’altra, se sarà necessaria», ha aggiunto Christine Lagarde, rimarcando l’estrema flessibilità dell’approccio. Da questo punto di vista non sono stati esclusi aumenti o riduzioni delle dimensioni degli acquisti di titoli di Stato o societari.

«Anche se la stima per il 2021 fatta a dicembre, che era di una crescita del 3,9 per cento, rimane valida, restano rischi al ribasso sulle prospettive nell’Eurozona, anche se meno pronunciati», ha aggiunto la numero uno della Bce: «Stiamo registrando sviluppi positivi e non così positivi. Tra gli elementi positivi ci sono la campagna di vaccinazione, l’accordo sulla Brexit, l’accordo raggiunto tra i leader europei sulla rimozione dell’ultimo ostacolo su Next Generation Ue», senza dimenticare la ripresa del settore manifatturiero nell’Eurozona.



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