Berlusconi, tentata truffa sull’eredità/ Falso testamento per incassare 20 milioni: imprenditore nei guai

- Mirko Bompiani

Individuato il tentativo di truffa sull'eredità di Silvio Berlusconi: ecco il piano messo in atto dall'imprenditore Di Nunzio

Berlusconi, Forza Italia Silvio Berlusconi, fondatore Forza Italia (LaPresse 2023)

Il testamento colombiano di Silvio Berlusconi? Un falso realizzato con un collage di pezzi presi dalla rete. Come riportato dalla Verità, ora l’imprenditore piemontese Marco Di Nunzio è indagato per truffa e ricettazione. Per la pm Roberta Amadeo e il procuratore meneghino Marcello Viola è stato possibile accertare il tentato raggiro attraverso  una perizia tecnica dell’avvocato Giorgio Perrone e della società Axerta con Stefano Martinazzo.

Secondo quanto ricostruito, Di Nunzio aveva inviato una Pec al notaio Roveda cinque giorni dopo la morte di Berlusconi. In allegato il documento di cui aveva parlato anche ai microfoni di Report. Poi, il 19 giugno, aveva anche mandato una diffida al notaio, parlando di richieste di risarcimento danni per il documento che recava la data del 21 settembre 2021 e le firme del notaio Jimenez Najera Margarita Rosa.

Berlusconi, la tentata truffa sull’eredità

La perizia ha smontato il falso sull’eredità di Berlusconi: Axerta ha infatti rivelato che il file era stato creato il 15 giugno 2023 tramite un semplice convertitore da Word a Pdf. Nella ricostruzione delle autorità, chi aveva creato il file aveva cercato in rete alcuni documenti testamentari e poi li aveva modificati. Entrando nel dettaglio del raggiro, in un documento è stato utilizzato un correttore per eliminare un errore. Il piano di Di Nunzio? Un collage di altri prezzi presi da internet: “Confrontando poi il testo del documento inviato da Marco Di Nunzio con quello del documento ritrovato online emerge che i due testi risultano essere identici, a meno di piccole sostituzioni e cancellazioni”. Per trovare la firma di Berlusconi è stato utilizzato nuovamente Google, con la ricerca “Firma Berlusconi”. Non si tratta di una prima volta per l’imprenditore, che già nel 2016 era finito nei guai per una truffa alle assicurazioni.





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