BETTINO CRAXI, IN CENTINAIA AD HAMMAMET/ Stefania “Il Quirinale farà un gesto…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Bettino Craxi, prosegue l’omaggio ad Hammamet nei confronti dell’ex leader socialista: in centinaia in Tunisia fra vecchi e nuovi militanti

Bettino Craxi
Bettino Craxi (1934-2000) (LaPresse)

Prosegue l’omaggio ad Hammamet, in Tunisa, nei confronti di Bettino Craxi, a vent’anni esatti dalla sua morte. Il 19 gennaio del 2000 moriva il leader socialista, uno dei politici più amati e nel contempo più discussi della Prima Repubblica. Come riferisce l’edizione online di TgCom24, in centinaia hanno voluto rendere omaggio al politico, presentandosi presso il cimitero cristiano dove è sepolto, e dove sulla lapide si può leggere la frase “La libertà equivale alla mia vita”, un motto che lo stesso ha ripetuto più volte. Ci sono uomini della vecchia guardia socialista come ad esempio Ugo Intini, ma anche il senatore Riccardo Nencini, e parlamentari di Forza Italia come Alessandro Cattaneo e Simone Baldelli. Sulla tomba è stata posta una corona di garofani rossi, il simbolo storico del Psi, e tanti garofani sparsi. Stefania Craxi, la figlia, ha parlato ai microfoni de La Stampa, e in merito alla possibilità che il presidente Mattarella possa incontrare lei e i vertici della fondazione, ha detto: “Credo che il Quirinale farà un gesto. Un incontro? Non sono io a decidere, sono certa che il presidente saprà trovare le forme giuste”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BETTINO CRAXI: CIRCA 600 PERSONE AD HAMMAMET PER RENDERGLI OMAGGIO

Almeno seicento persone si sono ritrovate quest’oggi ad Hammamet, per l’anniversario della morte di Bettino Craxi, scomparso il 19 gennaio del 2000, dopo un “esilio” in Tunisia a seguito dello scandalo Tangentopoli. Come scrive l’edizione online del Corriere della Sera, da Milano, Roma o in nave da Civitavecchia, politici, militanti ma anche semplici cittadini, hanno voluto presenziare a 20 anni dalla scomparsa di quello che è considerato, volente o nolente, uno dei più importanti politici della Prima Repubblica, implosa proprio a seguito dello scandalo di inizio anni ’90. Fra questi, ad esempio, Ugo Intini, direttore dell’Avanti!, che ha commentato così la morte dell’ex socialista: «Ogni rivoluzione ha una pars destruens e una pars costruens. L’inchiesta di Mani pulite ha distrutto, ma non avendo un progetto non ha costruito niente. E così, buttata giù la Prima Repubblica, questo Paese è rimasto senza Repubblica».

BETTINO CRAXI, IL 20ENNALE DELLA SUA SCOMPARSA: IL RICORDO DI BERLUSCONI

La figura di Craxi divide ancora oggi, fra chi lo “condanna”, in particolare, gli esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, e chi invece si è sempre schierato al suo fianco, leggasi Lega, Forza Italia e Centrodestra in generale. Di questo secondo schieramento fa parte ovviamente anche un grande amico di Bettino Craxi, leggasi Silvio Berlusconi, che quest’oggi, in occasione dell’anniversario della scomparsa, ha voluto inviare una lettera scritta di proprio pugno a Stefania, la figlia dell’ex statista. “Bettino Craxi – un passaggio di quanto scrive l’ex presidente del consiglio – è stato uno dei pochissimi uomini politici della Prima Repubblica a meritare la definizione di statista. Oltre a lui, forse solo De Gasperi ne ha diritto. Il suo Paese con lui è stato ingrato. Mi auguro che questo ventennale sia finalmente l’occasione per restituirgli il posto che gli spetta nella memoria degli italiani”.

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