Bianchi: “I giovani stanno male, vanno ascoltati”/ “Pandemia che dura da 10 anni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le parole del ministro dell'istruzione, Patrizio Bianchi, in merito ai giovani e al loro malessere: “Stanno male, ma vanno ascoltati”

Patrizio Bianchi Patrizio Bianchi, Ministro Miur in conferenza stampa (LaPresse, 2022)

Torna allo scoperto il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, e lo fa parlando dei ragazzi e dei disagi che stanno affrontando in particolare da quando è scoppiata la pandemia. Parlando in occasione della presentazione dei progetti di Altagamma “I talenti del fare”, dedicati alla promozione dei mestieri tecnico-professionali dell’industria culturale creativa, il titolare del Miur ha spiegato: “I nostri ragazzi a scuola stanno male, bisogna ascoltarli”. Poi ha argomentato: “Stanno male perché hanno perso il senso del tempo e dello spazio. Tutto è a portata del telefonino e di risposte immediate”, parole riportate dall’edizione online di TgCom24.

Secondo l’esponente del governo Dragi, il malessere giovanile, visibile in queste ultime settimane anche con i numerosi casi di violenze di gruppo in varie città da nord a sud del Paese, non è però da associare solamente alla pandemia: “il malessere dei giovani – specifica Bianchi – ha radici più lunghe che sono dentro le famiglie, la scuola, la società. Questa pandemia è più lunga, dura da 10 anni, è la pandemia dell’individualismo e del populismo, bisogna ricomporre la comunità che unisce i diritti delle persone e i doveri della solidarietà”.

BIANCHI: “SERVONO LEADER CHE DIANO IL SENSO DEL TEMPO E DELLO SPAZIO”

Per il numero uno del ministero dell’istruzione è fondamentale riavere dei leader il cui compito deve essere quello di “ridare il senso del tempo – dice ancora Bianchi – della storia e dello spazio, ridare il senso di una radicazione che diventa identità e il senso di una capacità investimento che vuol dire la capacità di partire dalla solidità della propria presenza per diventare riferimento per gli altri che sono incerti”.

Stando ad una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics, citata sempre da TgCom24.it, condotta su circa 80mila giovani, un adolescente su quattro nel mondo, Italia compresa, ha avuto o ha i sintomi clinici di depressione e uno su cinque invece quelli di un disturbo d’ansia. Numeri senza dubbio drammatici che devono far riflettere.







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