BIOCONTENIMENTO BSL-4/ Che cos’è la bufala sul coprifuoco mondiale per coronavirus

- Fabio Belli

Biocontenimento BSL-4: che cos'è la bufala sul coronavirus che corre sul web. Un protocollo anti-coronavirus circola sui social, completamente privo di fondamento.

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In tempi di coronavirus avere accesso a una corretta informazione è sempre più difficile, soprattutto sul web dove si moltiplicano le notizie da fonti sempre più incerte. E una particolare bufala ha fatto il giro dei social e delle chat di Whatsapp e Telegram in questi giorni: quella legata al “Biocontenimento BSL-4“, uno speciale protocollo di emergenza per organizzare una quarantena totale, in cui il mondo intero sia chiamato a rispettare un coprifuoco sotto sorveglianza militare per tentare un estremo contenimento del covid-19. Un avviso, però, completamente falso: il “Biocontenimento BSL-4” non si riferisce infatti ad alcun protocollo da adottare in ambito di ordine pubblico o gestione delle epidemie. Si tratta in realtà del livello più alto di una scala con la quale si identifica il grado di sicurezza obbligatorio da adottare nei laboratori che si occupano del trattamento di agenti biologici pericolosi. In più il fatto che l’OMS abbia dichiarato ufficialmente la pandemia non comporta l’adozione di misure così estreme, che devono essere valutate caso per caso dai singoli stati.

BIOCONTENIMENTO BSL-4, IL TESTO DELLA BUFALA DI WHATSAPP

Questo il testo della “bufala” sul “Biocontenimento BSL-4”, arrivata in questi giorni sugli smartphone della maggior parte degli italiani: “Il dipartimento della protezione civile, in collaborazione col governo ha deliberato che il 15 aprile se l’epidemia non è stata contenuta verrá dichiarato il biocontenimento BSL-4. Il più alto che prevede protocolli di contenimento estremamente stringenti. Se l’Oms dichiara la pandemia significa che il MONDO SI FERMERÀ COMPLETAMENTE PER 21 GIORNI. Borsa, parlamenti, scuole, aeroporti, treni, uffici, attività commerciali, tutto. Solo un membro per ogni nucleo famigliare sarà dotato del kit necessario per recarsi ai checkpoint militari approntati per i rifornimenti necessari. Nessun’altra potrà lasciare la quarantena domiciliare, malato o sano, grave o no. Dopo 21 giorni sapremo se il virus è sconfitto ma faremo la conta di un isolamento così rigido”. Come detto affermazioni completamente prive di fondamento, con una misura del genere che non riguarda alcun protocollo di emergenza. Per combattere il coronavirus resta valido il decreto attualmente in vigore e l’invito a restare a casa se non si devono svolgere attività esterne assolutamente necessarie.





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