Blackout Usa, cellulari e reti down: c’è la Cina dietro l’attacco?/ L’avvertimento dell’FBI: “Minaccia reale”

- Josephine Carinci

Il più grande blackout della rete mobile Usa potrebbe avere dietro la Cina. Pochi giorni fa l'FBI parlava di una minaccia reale proveniente da Pechino

xi jinping cina 640x300 Il presidente della Cina Xi Jinping (Twitter)

Il più grande blackout della rete mobile degli Stati Uniti nasconde l’ombra degli hacker cinesi? È questa la paura negli Usa, quando nella mattinata di ieri i dati di Down Detector, piattaforma che tiene traccia delle interruzioni raccogliendo rapporti dagli utenti, ha cominciato a registrare migliaia di segnalazioni. Vari i provider presi di mira, su tutti AT&T. I disservizi hanno interessato per intero gli Stati Uniti, da New York fino a Los Angeles e San Francisco. Problemi anche a Montreal, in Canada. Diverse stazioni di polizia hanno avvertito di problemi nella ricezione di chiamate d’emergenza: il 911 in molti casi non era raggiungibile, sottolinea Libero.

Il caos totale, dunque, almeno per qualche ora. In molti hanno sospettato che il blackout potesse avere dietro la Cina. Infatti è avvenuto lo stesso giorno in cui i principali siti di informazione statunitensi davano notizia di alcuni file che dimostrerebbero i tentativi di Pechino di sorvegliare dissidenti in patria ma anche all’estero, così come di entrare nei siti web di governi stranieri, aziende di telecomunicazioni e di gioco d’azzardo, oltre che di manipolare i contenuti della rete a favore della Cina.

Cina, “sforzi” per installare malware nelle infrastrutture degli Stati Uniti

La scorsa settimana alla conferenza di Monaco, Wray, direttore dell’FBI, ha avvertito che gli sforzi della Cina per installare malware all’interno delle reti delle infrastrutture critiche degli Stati Uniti, come quelle delle comunicazioni, sono ora “su una scala maggiore di quanto avessimo mai visto in precedenza”. Di recente, come sottolineato ancora, gli Usa hanno interrotto una rete di hacking cinese che ha preso di mira le infrastrutture americane, tra cui la rete elettrica e l’approvvigionamento idrico. “Siamo concentrati su questa minaccia reale e stiamo lavorando con molti partner per cercare di identificarla, anticipata e contrastarla” ha aggiunto. Parole che sembrano essere un po’ un monito visto quanto poi accaduto con il blackout negli Usa.

Le parole di Wray, dunque, sembrano anticipare quanto accaduto ieri. Potrebbe essere opera della Cina, dunque, l’immenso blackout che ha interessato gli Stati Uniti in lungo e largo? L’obiettivo sarebbe quello di creare il panico ma anche di danneggiare l’economia del Paese con la sospensione delle telecomunicazioni. Una cosa simile è accaduta anche a fine 2023 con un attacco informatico russo al provider ucraino di telecomunicazioni, Kyivstar. “Favore” ricambiato poi l’8 gennaio con l’attacco di un gruppo di hacker ucraini al provider internet di Mosca M9com.





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