Udinese Calcio/ Roma e Sassuolo, conferme e contraddizioni

- Giovanni Bellina

GIOVANNI BELLINA analizza il momento dell’Udinese: una sconfitta ma con buon gioco contro la Roma, poi vittoria ma troppo sofferta contro il Sassuolo e un nuovo record per l’eterno capitano

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Foto Infophoto

Contro la Roma si è perso, contro il Sassuolo si è vinto. Questo dicono i risultati, quello che non si legge nel confronto però è che contro la Roma c’è stato gioco e ci si è in parte divertiti, contro il Sassuolo dopo il vantaggio ci si è rintanati in difesa senza riuscire a sfruttare neanche una ripartenza in maniera efficace e si è sofferto troppo. Note positive dei due match sono state la grinta di un pressing finalmente alto e più corale, parecchia voglia di fare risultato da parte dei giocatori, una buona condizione atletica, di contro si sono visti ancora troppi gol sbagliati, Di Natale contro De Sanctis si è visto respingere almeno quattro reti, e disattenzioni in difesa per superficialità e troppa foga, ma soprattutto una qualità a centrocampo nell’impostare e nel supportare l’attacco veramente mediocre. A mio parere c’è stato un giocatore che è spiccato sopra gli altri in queste due partite ed è Pinzi, molto probabilmente perché con i suoi compagni Allan e Badu il divario tecnico è abissale, quello atletico/agonistico magari no ma, pur non parlando di un Iniesta nostrano, Pinzi dimostra di essere l’unica valida alternativa ad un centrocampo muscolare ma poco tecnico. A dimostrazione di ciò si pensi a quante ripartenze vengono mortificate da passaggi sbagliati del centrocampo, oppure alle due occasioni sotto porta fallite clamorosamente da Allan contro la Roma e da Badu contro il Sassuolo. Non ha fatto certo meglio in questi mesi Lazzari o l’ultimo arrivato Yebda, ed è indubbiamente il reparto con più responsabilità sulla coscienza. L’aver abbassato Pereyra sulla linea mediana ha aiutato il gioco e l’equilibrio ma non sempre l’argentino riesce a dare cuore e polmoni per novanta minuti ed essere anche lucido in area. Abbastanza bene anche le prove di Fernandes soprattutto per quantità e per i timidi tentativi di dialogo con Di Natale. Clamorosamente involuto Muriel, al centro di un vero e proprio mistero calcistico, sparito di nuovo Lopez dopo le buone prestazioni nel mese di febbraio. Ora quello che i tifosi si domandano è se mai li vedranno esprimersi nel loro pieno potenziale visto il probabile ripensamento di Di Natale circa l’addio al calcio e l’incerta presenza di Guidolin nella stagione futura. Insomma di indizi per sistemare la squadra ce ne sono parecchi ma ancora non si é liberi mentalmente per poter affrontare la fase finale di campionato in maniera soddisfacente.

Nella testa di Guidolin c’è solo la salvezza, domenica ha affermato di aver guadagnato, grazie ai tre sofferti punti contro gli emiliani, maggiore serenità perché probabilmente la quota salvezza si è abbassata. Gli spareggi per i friulani sono iniziati con la vittoria sul Sassuolo, ora giovedì contro l’Inter si spera nella prestazione tipica dei friulani contro le big e lunedì 31 nel posticipo contro il Catania si spera nei punti salvezza ma soprattutto in un gioco che sia più spavaldo e concreto allo stesso tempo. Intanto per fortuna c’è chi festeggia in casa bianconera.

Il capitano, manco a dirlo, ha raggiunto un altro traguardo storico: con 324 presenze in campionato raggiunge una bandiera friulana, un altro capitano storico che è Valerio Bertotto. Ha inoltre raggiunto per la nona volta in carriera, l’ottava consecutiva, la doppia cifra come gol realizzati in Serie A. Il re di Udine, magari un po’ stanco e più brontolone di prima, è ancora vivo, lunga vita al re.

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