BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO: +5 INFETTI E 0 MORTI NELLA NOTTE/ I dati del 10 luglio

- Davide Giancristofaro Alberti

Bollettino coronavirus Veneto: ecco gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia di covid-19 in regione. Salgono di cinque i nuovi infetti, totale 19.369

Salvini e Zaia
Matteo Salvini e Luca Zaia (LaPresse)

E’ stato diramato stamattina, come di consueto, il nuovo bollettino sull’epidemia di coronavirus riguardante la regione Veneto. Ad oggi, venerdì 10 luglio 2020, gli infetti totali sono 19.369, cinque in più rispetto alla comunicazione delle ore 17:00 di ieri sera. Il dato positivo è che non si sono verificate delle nuove vittime nella notte, ancora ferme a quota 2.039, mentre i negativizzati da quando è scoppiata la pandemia sono in totale 16.936. 394 sono le persone con il covid-19 in regione, infine in isolamento domiciliare troviamo 1224 cittadini veneti. Nella giornata di ieri è uscito nuovamente allo scoperto il presidente del Veneto, Luca Zaia, soffermandosi in particolare sulla questione autonomia dopo un confronto con il ministro Boccia: “Il ministro sa che siamo la terra dell’autonomia, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto e si è fatto un buon lavoro. Il dossier del Veneto è pronto e fa piacere che sia stato ricordato che nonostante il fermo del Covid la partita non si è mai arrestata. Covid permettendo – ha aggiunto – continuiamo con il lavoro. I tavoli hanno già prodotti i dossier per le diverse materie, il Veneto conferma le sue richieste, poi ci sarà il confronto con il Governo che si va a concretizzare con la firma di un contratto che è quello che prevede la Costituzione”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO, DATI 10 LUGLIO: 2.093 MORTI DA INIZIO EMERGENZA

E’ atteso anche oggi, venerdì 10 luglio, il doppio bollettino della regione Veneto con gli aggiornamenti relativi all’epidemia di coronavirus. L’ultima comunicazione è quella delle ore 17:00 di ieri sera, giovedì 9, che ha aggiornato la situazione relativa agli attualmente contagiati in regione, 393, di cui 21 ricoverati, e di questi, tre in terapia intensiva. In totale sono 149 le persone negli ospedali regionali, di cui nove nei vari reparti di rianimazione. Il numero di persone dimesse dallo scorso 21 febbraio, giorno in cui è iniziata l’emergenza, è salito a quota 3.648, mentre le vittime sono in totale 2.039 di cui 1.435 nelle strutture ospedaliere e i restanti nelle abitazioni, rsa o altre strutture. Anche ieri è stata la provincia di Padova quella più colpita dai contagi, con 65 infetti su un totale di 3.977 da quando è iniziata l’emergenza, con Treviso che segue a quota 57, e Vicenza a 47. Sono invece 38 gli attualmente positivi nel veronese con Venezia a 29, Belluno a 20 e infine Rovigo a 2.

BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO, CRISANTI: “ZAIA? PENSO CHE…”

Nella giornata di ieri è uscito allo scoperto nuovamente il professore Andrea Crisanti, quello che nella Fase 1 dell’epidemia ha permesso al Veneto di contenere il virus in maniera impeccabile. Ospite presso Tv7 Triveneta di Primus Inter Pares, ha spiegato: «Il successo del Veneto è stato quello di tantissime persone. Però non mi si può smentire se affermo che se non ci avessero fermati dal fare i tamponi a coloro che tornavano dalla Cina, azione concordata con l’Università, la storia sarebbe stata certamente diversa. Il caso dell’aereo di ritorno dal Bangladesh di questi giorni conferma che quel principio era giusto, avevamo ragione. Il tampone come presidio attivo era una intuizione giusta. Se non fossimo stati fermati l’11 febbraio avremmo intercettato i cinesi infettati e la storia della pandemia in Regione sarebbe stata molto diversa». Sul rapporto con Zaia, che pare si sia un po’ logorato rispetto ad inizio emergenza: «Penso che ogni politico poi vuole incassare il merito, che ha avuto perché mi ha dato retta, ma non capisco perché ha voluto a un certo punto ridimensionare il mio ruolo».

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