Bonus ristrutturazione 2023/ Anche i conviventi possono ottenere la detrazione al 50%

- Maria Melania Barone

Bonus ristrutturazione 2023, anche i conviventi del titolare possono chiedere la detrazione al 50% per i lavori eseguiti all'interno dell'immobile in cui si risiede

Imu e Tari Imu e Tari

L’agevolazione fiscale pari al 50%, utile in caso di riqualificazione del patrimonio edile potrà essere riconosciuta anche a coloro che convivono con il titolare dell’immobile su cui vengono eseguiti i lavori di ristrutturazione. Si tratta del bonus ristrutturazioni 2023, vediamo insieme in che modo è possibile usufruire comunque dell’agevolazione relativa al bonus edilizio.

Bonus ristrutturazione 2023: come funziona la detrazione al 50% per i conviventi

Tutti coloro che hanno la necessità di eseguire lavori di ristrutturazione per la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia ordinaria, potranno ottenere una detrazione del 50% per tutte le spese sostenute.

II convivente però potrà ottenerlo soltanto a patto che riesca a motivare di aver sostenuto personalmente le spese e di essere l’intestatario dei bonifici e delle fatture rilasciate dall’impresa edile. Come abbiamo visto, per il bonus edilizi è necessario che i bonifici siano parlanti. In caso contrario si potrebbe dover ripetere il pagamento e annullare il precedente.

Bonus ristrutturazione 2023: a chi spetta la detrazione

È bene ricordare che in questi casi il bonus ristrutturazione 2023 viene riconosciuto soltanto al convivente, anche se il proprietario risulta il titolare dell’abitazione. La detrazione infatti segue il principio del pagamento delle spese per il miglioramento dello Stato dell’edificio insieme alla residenza all’interno dello stesso stabile.

È possibile però che più persone che abitano lo stabile e chiedono la detrazione, in questo caso all’interno della domanda dovranno indicare i codici fiscali di ciascuno.

II bonus ristrutturazione 2023 spetta in primo luogo al proprietario dell’immobile, mi ha riconosciuto a qualsiasi titolare di un diritto reale sul fabbricato: in caso di usufrutto, in caso di comodato d’uso, in caso di diritto di abitazione, ma anche nel caso in cui si abbia soltanto la detenzione dell’immobile, quindi nel caso degli inquilini o del comodatario.





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