Boom di richieste terapie sessuali in Israele/ Fra abusi e nessuna regolamentazione

- Davide Giancristofaro Alberti

Il caso di Israele dove le richieste di terapia sessuale sono aumentate vertiginosamente negli ultimi mesi: “Ma senza una regolamentazione è una giungla”

coronavirus israele 2021 lapresse 640x300
Coronavirus in Israele (Foto: 2021, LaPresse)

Negli ultimi tempi in Israele è aumentata in maniera vertiginosa la richiesta di terapia sessuale: un numero crescente di persone, con problemi di varia natura legata sempre alla sfera dei rapporti, si è rivolta ad esperti. Ma come fa notare il quotidiano locale Haaretz, spesso e volentieri risulta essere difficile distinguere la terapia tattile e i massaggi genitali, dall’abuso, un confine che diventa quindi sempre più sfocato, con tutto ciò che ne consegue. Se da una parte professionisti seri e veri permettono a chi si sottopone alla terapia sessuale di ottenere dei veri e propri benefici sia a livello personale che di coppia, dall’altro, questo aumento vertiginoso di richieste ha fatto aumentare anche i cosiddetti “ciarlatani”. Del resto oggi in Israele, scrive ancora Haaretz, non esiste una vera e propria legge che codifica cosa sia un terapista sessuale, quale sia la formazione che deve avere il terapista, il suo codice etico e se vi sia qualche supervisore. Di conseguenza sono tanti i terapeuti inesperti a cui si rivolgono, ignare, moltissime persone. A fine anni ’80 è stata creata in Israele la Società israeliana per la terapia sessuale, che accetta solamente professionisti con una laurea in una disciplina terapeutica, che hanno studiato terapia sessuale e che hanno svolto un tirocinio di tre anni.

“Oggi chiunque può definirsi un terapista sessuale – denuncia Lee Reuveni Bar-David, un terapista certificato e direttore della clinica di terapia sessuale presso il Meir Medical Center – sia che abbia terminato un percorso di due lauree e uno stage, un corso di tantra di due giorni , un corso di PNL o addirittura nessun corso afferma”. Secondo Bar-David, fino a che il governo non interverrà “continueremo ad avere un problema”. Lo specialista parla di “bomba ad orologeria” pronta ad esplodere, invocando il nuovo ministro della sanità di Israele ad inserire in agenda una “regolamentazione del campo della psicoterapia e, subito dopo, l’ approvazione della legge sui terapisti sessuali”.

E’ BOOM DI RICHIESTE DI TERAPIA SESSUALE IN ISRAELE: MA NON C’E’ UNA REGOLAMENTAZIONE

Drammatico il racconto del dottor Ariel Cohen-Arkin, presidente dell’ISST e direttore della Sexology School presso lo Sheba Medical Center: “Siamo esposti a cose orribili, dal terapista sessuale immorale alle aggressioni sessuali. E’ arrivata una paziente, una donna religiosamente osservante, dopo essere stata ‘da una sessuologo autoproclamata, per un caso di vaginismo. Quel terapeuta ha detto alla donna di sdraiarsi sul letto, ha tirato fuori un dildo e l’ha spinto con forza nel suo corpo. Per questa donna, la causa del vaginismo è un’esperienza traumatica e invasiva nel suo passato, e quello che è successo l’ha solo peggiorata”.

Non sono mancati anche casi di abusi sessuali: “Il contratto iniziale nel campo del tantra, ad esempio, dovrebbe supportare che se il contatto avviene tra il terapeuta e il paziente, accadrebbe solo con il consenso del paziente e solo se il paziente lo desidera. In pratica, in molti casi, il terapeuta porterà il paziente in uno stato di rilassamento e stordimento, e generalmente farà sesso con loro. Quindi, apparentemente, non ci sarà alcuna resistenza diretta e il terapeuta dirà: “Ecco, sei riuscito a fare ses*o, abbiamo risolto il problema”. Ovviamente, questo è ses*o forzato. Poiché si tratta di abuso sessuale all’interno di uno spazio terapeutico, a volte le persone impiegano molto tempo per rendersi conto di essere state abusate, perché probabilmente erano d’accordo, quindi ci sono meno lamentele”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA