Brigate rosse, Digos scopre deposito segreto/ Documenti su Bisaglia e Dalla Chiesa

- Silvana Palazzo

Brigate rosse, la Digos di Roma scopre deposito segreto in provincia di Rieti: tra munizioni e documenti spuntano carte su Bisaglia e il generale Dalla Chiesa

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Volantini Brigate Rosse (Foto: 2012, LaPresse)

Un deposito clandestino delle Brigate rosse nei boschi di Poggio Catino, in provincia di Rieti. È stato scoperto dalla Digos di Roma, che dopo aver ricevuto una segnalazione ha trovato munizioni e proiettili, oltre a schede informative dedicate ad Antonio Bisaglia, leader della Dc, e documenti in cui viene citato anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. I resti, risalenti agli Anni di Piombo, sono quelli della lotta armata dell’Italia degli anni ’70. Erano nascosti nel sottoterra della Sabina, in alto Lazio. Tutto il materiale ora è nelle mani della Scientifica che deve risalire all’epoca dell’interramento e ai brigatisti che riempirono il covo. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, tra le carte ritrovate c’è pure un foglio del comitato rivoluzionario toscano che risale al 2 giugno 1977, quando le Brigate rosse spararono alle gambe di Indro Montanelli. C’è poi un altro schema, col titolo “attuale organigramma del potere”, in cui viene citato il generale Dalla Chiesa con alcuni esponenti della magistratura.

BRIGATE ROSSE, SCOPERTO DEPOSITO SEGRETO A RIETI

I documenti delle Brigate rosse ritrovati dalla polizia dovrebbero risalire al periodo precedente al 1977, prima del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro, allora leader della Democrazia Cristiana. Gli agenti della Digos hanno lavorato per due giorni prima di trovare quel materiale bellico che riporta alla mente gli “anni di piombo”. I reperti, come riportato dal Corriere della Sera, erano all’interno di due pozzetti rivestiti di eternit, nelle radure in mezzo al bosco, distanti venti metri l’uno dall’altro. I documenti sono firmati col simbolo della stessa brigatista a cinque punte chiusa nel cerchio. I documenti sono in alcune parte illeggibili, essendo trascorsi molti anni, quindi sarà fondamentale il lavoro della Polizia Scientifica per vedere se si può ancora decifrare qualcosa. Ma sono state trovate anche diverse scatole con centinaia di munizioni per armi lunghe, ossidati e arrugginiti, involucri sigillati con scotch da pacchi. Sono proiettili per pistole e fucili conservati un po’ meglio per la maggiore cura di chi li aveva riposti.



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