BEYOND/ Un film sulle “cicatrici” capaci di segnare una vita

- Beppe Musicco

Nelle sale è arrivato il nuovo film con Noomi Rapace e che segna il debutto alla regia di Pernilla August. BEPPE MUSICCO ci spiega perché si tratta di una pellicola interessante

Rapace_NoomiR400 Noomi Rapace, protagonista del film Beyond (Foto Ansa)

Beyond è il film nel quale vediamo per la prima volta Noomi Rapace senza i tatuaggi e i piercing sfoggiati nella trilogia di Millennium. Al posto della solitaria hacker, una giovane moglie il cui recente passato è ancora infestato da vecchi demoni. L’attrice interpreta Leena, una giovane donna felicemente sposata e madre che, poco dopo l’inizio del film, risponde a una telefonata della madre e riattacca immediatamente il ricevitore, come se avesse ricevuto una scossa elettrica.

Pochi minuti dopo, il telefono squilla di nuovo. Questa volta si tratta di un dipendente dell’ospedale, che informa Leena che sua madre Aili (Outi Mäenpää) è gravemente malata e chiede di rivedere la figlia, nei pochi giorni che le restano da vivere. La notizia si rivela una sorpresa anche per il marito Johan (Ola Rapace, marito nella vita reale di Noomi) e le loro due bambine, dato che tutti pensavano che la nonna fosse morta da tempo. A malincuore, Leena acconsente al viaggio della famiglia per dire addio alla madre, ma questo dà la stura a una serie di ricordi (presentati come prolungati flashback nel film) che Leena avrebbe preferito non rivivere.

Beyond segna il debutto alla regia di Pernilla August, che ha recitato per Ingmar Bergman e George Lucas ed è stata anche sposata al regista premio Oscar Bille August (Il senso di Smilla per la neve, I miserabili). Il vero e proprio terrore di Leena al ricordo della madre è spiegato gradualmente da scene ambientate negli anni ’70, quando Leena (interpretata in giovane età da Tehila Blad) e i suoi genitori e il fratello piccolo, immigrati dalla Finlandia alla Svezia, si trasferiscono in una nuova casa pieni di ottimismo e speranza, per poi essere inesorabilmente trascinati dall’alcolismo del padre e dalla condiscendenza della madre nei confronti del marito.

Nell’alternanza tra passato e presente, lo spettatore non può che ritrovarsi anch’egli partecipe delle sofferenze della giovane Leena, che cerca di nascondere le tracce di comportamento irresponsabile dei suoi genitori ai funzionari dei servizi sociali e dei momenti nei quali, già donna, accetta di riconciliarsi con una madre che aveva da tempo già sepolto in cuor suo, come se fosse morta.

Con pudore, ma senza nascondere niente, il film permette di rivivere il susseguirsi di dolori e umiliazioni della gioventù di Leena e del fratello, dispiegando nel presente le cicatrici psicologiche con le quali la donna ha imparato a convivere e che ha imparato a nascondere a un mondo che, a partire dalla sua famiglia, non conosce il suo dolore.Intenso nella sofferenza come nella redenzione, Beyond si inserisce nella grande tradizione del cinema nordico, da Bergman fino a Kaurismaki: un’osservazione profonda e pietosa di un passato che permea e determina tuttora il nostro presente.







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