Inter-Lazio/ Kovacic e mentalità, ma così non basta

- Giovanni Piolli

Inter-Lazio 2-2, il commento di GIOVANNI PIOLLI sul pareggio in rimonta dei nerazzurri di Mancini grazie a Mateo Kovacic e Rodrigo Palacio. Ma non tutto ancora funziona…

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Mateo Kovacic (Infophoto)

Primo tempo da dimenticare e secondo tempo da Pazza Inter. Il pareggio contro la Lazio disegna, per la squadra di Roberto Mancini, un’interessante quadro della situazione. I neroazzurri hanno bisogno di un grosso lavoro nella fase difensiva e nella tenuta della concentrazione per i novanti minuti di gioco. Inoltre appare chiaro che sono necessari dei rinforzi di livello. Riuscire a pareggiare dopo essere andati sotto di due gol, dimostra che le capacità ci sono. Mancini è riuscito a dare già buona parte della sua impronta, per quanto concerne intensità e mentalità vincente. Purtroppo la rosa, già corta da luglio e ora acciaccata da qualche infortunio, non dimostra di essere ancora pronta. I gol subiti contro i biancocelesti, sono un film horror del calcio. Gli avversari, nelle poche azioni di attacco, hanno goduto di totale libertà. Nel secondo gol, Anderson ha passeggiato per tutta la retroguardia interista prima di spingere lentamente la palla in rete. I gol dei padroni di casa, sono arrivati sugli sviluppi di palla inattive. Prima una prodezza di Mateo Kovacic, vera punta di diamante dell’Inter, e poi una zampata di Rodrigo Palacio, che finalmente torna al gol e spera di essersi lasciato alle spalle un periodo nero dal punto di vista fisico e realizzativo. Roberto Mancini è riuscito a velocizzare il gioco dell’Inter provando ad utilizzare talvolta le fasce ed altre volte le verticalizzazioni centrali, aiutato dai movimenti degli attaccanti. Tuttavia mancano giocatori utili all’allenatore jesino, che non riesce a trovare terzini o ali che aprano bene il gioco e crossino come si deve. A questa Inter manca sicuramente qualche tassello. Nelle ultime partite si è riaccesa un po’ di speranza nel popolo neroazzurro. Il nuovo allenatore, oltre a dare una mentalità vincente e obiettivi più consoni alla maglia, ha anche saputo dare una forma di gioco ad una squadra impaurita e confusa. La pausa appare fondamentale, sia per il lavoro che Mancini potrà fare con la squadra prima di riprendere il campionato, sia per valutare quali interventi sarà possibile fare. Il terzo posto è molto lontano, ma l’impressione del nuovo corso neroazzurro, è che sia possibile arrivarci. Ovviamente le somme si tirano sempre a fine stagione, ma il cambio di prospettiva tra chi considerava il 5° posto un buon risultato e chi considera il terzo troppo poco per una società come l’Inter, è decisamente più entusiasmante. Non resta che attendere risultati in campo dai neroazzurri nel 2015 e rinforzi utili dalla società che, con un occhio al Fair Play Finanziario, deve investire sulla squadra.



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