Udinese-Inter (1-2)/ Podolski e la dea bendata per i tre punti al Friuli

- Giovanni Piolli

Udinese-Inter 1-2, il commento di GIOVANNI PIOLLI sulla vittoria nerazzurra allo stadio Friuli contro Stramaccioni. Per Mancini i gol di Icardi e Podolski, ma l’arbitro Rocchi…

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Mauro Icardi e Lukas Podolski (Infophoto)

Un’altra vittoria per i neroazzurri e la striscia positiva si allunga. L’Inter sembra tornare grande, sembra perché in realtà la situazione non è così rosea come lo sono gli ultimi risultati. Derby a parte, dove Ranocchia e compagni avrebbero meritato la vittoria, nelle ultime uscite la squadra di Roberto Mancini ha raccolto più di quello che meritasse. Nei primi mesi della gestione del tecnico di Jesi, i neroazzurri hanno spesso buttato via intere partite per disattenzione o sfortuna. Ora la dea bendata sembra benvolere la squadra milanese.

Contro l’Udinese l’Inter gioca una buon primo tempo, gestendo il gioco e provando ad affondare solo raramente. I ritmi sono molto bassi e la scossa principale è l’espulsione di Domizzi che regala la superiorità numerica ai neroazzurri. Nel secondo tempo la partita si accende, dopo un minuto l’arbitro Rocchi fischia un rigore inesistente per l’Inter che viene trasformato da Icardi. L’errore di Rocchi è un peccato perché i giocatori dell’Udinese si innervosiscono e la partita diventa tesa. Fioccano i cartellini da una parte e dall’altra, a volte anche senza criterio. Il culmine del nervosismo si raggiunge quando Badu, ammonito per proteste, mima il gesto di sferrare un colpo a Rocchi, che non può fare altro che tirare fuori il rosso e mandare il centrocampista dell’Udinese negli spogliatoi. In 9 contro 11 si vede la migliore Udinese e la peggiore Inter. I neroazzurri sembrano svogliati ed impauriti, non si capisce se pensino di aver già vinto una partita ancora in bilico o abbiano il terrore di subire il gol con due uomini in più in campo. La squadra di Stramaccioni si chiude in difesa e sfrutta i numerosissimi errori degli avversari per giocare in contropiede. Negli ultimi minuti non c’è nemmeno bisogno di giocare di rimessa, perché sono direttamente i calciatori neroazzurri ad alimentare le azioni avversarie. La partita si chiude tra i brividi di paura degli interisti, ma comunque con la vittoria che regala altri tre punti alla corsa dei neroazzurri. La nota positiva della serata è il gol di Podolski, che finalmente realizza la sua prima rete con la maglia dell’Inter. Il gol arriva sugli sviluppi di un corner ed è un gran tiro di sinistro imparabile per il portiere di casa. Per il resto i novanta minuti di Udine sono un’ottima lezione che Guarin (capitano nell’occasione) e compagni devono studiare e su cui lavorare seriamente. Con la superiorità numerica ed il risultato acquisito una buona squadra di calcio amministra senza rischiare e prova a chiuderla. Una grande squadra segna una rete ed uccide la partita provando a fare un terzo gol. Contro i bianconeri friulani, non si è vista ne una buona squadra ne una grande squadra. Il risultato è importante e fondamentale, ma questa vittoria lascia molti spunti su cui è necessario lavorare duramente. Mentalmente l’Inter non è ancora una grande squadra e la strada da percorrere è lunga. L’affanno mentale che ha colto i neroazzurri nell’ultimo quarto d’ora, portandoli a tentare dribbling assurdi o a sbagliare passaggi elementari regalando la palla agli avversari, è una costante nelle ultime stagioni che va assolutamente corretto. Le partite sono sempre di meno e le prestazioni devono migliorare, continuando a vincere per convincere.



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