Genoa-Inter (3-2)/ Addio all’Europa, Yaya Touré lontano, rinnovi incerti: futuro tutto da scrivere

- Giovanni Piolli

Genoa-Inter 3-2: i nerazzurri vengono sconfitti anche a Marassi e abbandonano la lotta all’Europa League. GIOVANNI PIOLLI commenta la partita del Luigi Ferraris, 37^ giornata di Serie A

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Foto Infophoto

Undicesima sconfitta stagionale e un saluto all’Europa League. Contro il Genoa, in una partita molto bella e con ritmi alti, l’Inter crolla mostrando cose belle e, come suggerisce il risultato, strafalcioni difensivi grossolani. Ad una partita dal termine della stagione, l’addio all’Europa sembra essere certo. Forse in sede burocratica potrebbe accadere che le due squadre di Genova si trovino ad affrontare problemi con la Uefa. Al di là di quello che accadrà, resta il fatto che si chiude un’altra stagione estremamente deludente. Roberto Mancini gode di piena fiducia e in questi mesi dovrebbe aver capito chi meriti di restare e chi è meglio cerchi fortuna altrove. Il tifoso è stanco di sentire proclami orientati al futuro e dichiarazione societarie che non rispecchiano la realtà. Il calcio mercato, cominciato da diverso tempo, diverrà predominante nei prossimi mesi e il pericolo di entusiasmo ingiustificato è dietro l’angolo.

Da diverse settimane il nome di Yaya Touré viene dato per certo come rinforzo per la prossima stagione, Mancini e Zanetti hanno detto che sarebbe bello arrivasse all’Inter, dando peso alle voci insistenti, ma sembra sempre più difficile si possa concretizzare questa operazione. Inoltre, nonostante si parli di un Thohir pronto a spendere per l’Inter e capace di costruire una società all’inglese e ricca di manager capaci, sono mesi che il tifoso si deve sorbire la tarantella del rinnovo di Mauro Icardi. Da qualche tempo è cominciata anche la telenovela Handanovic, con dichiarazioni aberranti del portiere sloveno e del suo procuratore. È chiaro che non può cambiare tutto in pochi mesi, ma il mondo del calcio è un business veloce e non si può rimanere indietro. Roberto Mancini ha molta esperienza ed è capace di individuare le giuste pedine per costruire una squadra vincente. Thohir e tutta la società neroazzurra non possono più sbagliare. Non ci sono più alibi che possano reggere, sebbene la cultura italiana sia molto creativa a riguardo. Serve tornare grandi, con i calciatori adatti e che vogliano e meritino di indossare una maglia che è magica. Chi non vuole dare tutto per l’Inter o è preoccupato solo di guadagnare il più possibile, può lasciare Milano senza alcun rimpianto. La media degli spettatori presenti a San Siro nelle partite casalinghe vede i tifosi neroazzurri sul podio con la terza posizione. Segnale importante per la squadra che, proprio in casa, ha avuto le più grandi delusioni e la maggioranza dei risultati negativi. Quando una squadra non vince per diversi anni, le cause sono molteplici, esattamente come i motivi delle vittorie sono da ricercarsi tra più attori convolti. È chiaro, però, che la maggiore responsabilità sia di chi va in campo e di chi siede sulla panchina. Gli allenatori negli ultimi anni sono cambiati parecchie volte, anche i giocatori sono cambiati, ma i risultati continuano ad essere deludenti. Serve alchimia e serve intelligenza negli acquisti. Lo sponsor storico dell’Inter, Pirelli, tramite il suo presidente l’ha fatto capire chiaramente, se l’Inter raggiunge risultati da provinciale, è meglio si cerchi uno sponsor che ha interesse a farsi conoscere in provincia.



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