WORLD LEAGUE/ Tofoli: Russia e Brasile favorite, Italia mina vagante (esclusiva)

- int. Paolo Tofoli

PAOLO TOFOLI allenatore della Scavolini Pesaro analizza la fase finale di questa World League che vede però gli azzurri partire non tra i favoriti della competizione

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Azzurri felici (Foto Ansa)

WORLD LEAGUE – Inizia oggi a Danzica, in Polonia, la fase finale della World League maschile di pallavolo, un appuntamento molto importante per la nostra Nazionale, che punta a un risultato di prestigio. Sono infatti presenti le otto formazioni più forti al mondo, uscite dai vari gironi di qualificazione. Potremmo dire che è quasi un anticipo delle prossime Olimpiadi, che si svolgeranno a Londra nel 2012. Nel girone dell’Italia ci sono Argentina, Polonia e Bulgaria, che incontreremo nell’ordine. Nell’altro girone, Brasile, Russia, Stati Uniti e Cuba. Per parlare di questa manifestazione abbiamo sentito Paolo Tofoli, attuale allenatore della squadra femminile della Scavolini Pesaro, campione del mondo da giocatore con la nazionale italiana nel 1990 e nel 1994. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Tofoli c’è la World League: dove può arrivare l’Italia?

Sono curioso anch’io di vedere cosa possiamo fare. Soprattutto se riusciremo a competere con le nazionali più forti del mondo, come Brasile e Russia.

Il nostro non è un girone semplice. Giocheremo contro la Polonia, padrona di casa…

In effetti sarebbe meglio incamerare subito una vittoria con l’Argentina nella nostra partita d’esordio. Poi avremo la Polonia e giocheremo in un ambiente caldissimo e nello stesso tempo contro una buona formazione. L’incontro di chiusura del nostro girone non è poi del tutto semplice, visto che la Bulgaria è cresciuta molto negli ultimi anni.

Possiamo lottare per la vittoria?

Credo che Brasile e Russia siano le favorite. La nostra squadra è giovane. E’interessante però vedere cosa potrà fare. Questo comunque non è l’appuntamento più importante della stagione, visto che poi ci saranno gli Europei a settembre. Ma è sempre bello e gratificante confrontarsi con le nazionali più forti al mondo…

L’anno prossimo potremmo ritrovarle alle Olimpiadi di Londra…

Parlare di Londra e di quello che potrà succedere è ancora troppo presto. Ci resta un obiettivo importante da raggiungere: quella medaglia d’oro da conquistare, traguardo che non abbiamo mai raggiunto ai Giochi Olimpici.

 

Qualcuno paragona questa nuova Italia di Berruto a quella dei tempi d’oro di Velasco, almeno al periodo iniziale del fantastico ciclo di quella nazionale…

No, non correrei così tanto. Quella nazionale è stata semplicemente fantastica. Mi sembrano inopportuni certi confronti.

 

L’allenatore della Polonia è Andrea Anastasi. Italia – Polonia si tingerà di tricolore. Un giudizio su di lui e su Berruto?

Sono due tecnici molto validi, molto preparati. Italia – Polonia sarà proprio una sfida tutta “italiana”. Non si poteva chiedere di meglio.

 

Il gioco dell’Italia e della Polonia?

La Polonia sinceramente non l’ho mai vista giocare. L’Italia punta molto sulla battuta, forte e sempre efficace. Altro punto di forza è il muro, da contrapporre alle giocate della squadra avversaria. Nello stesso tempo l’attacco degli azzurri è veramente di buona qualità tecnica.

 

 

Parliamo un po’ invece di lei, della sua Scavolini Pesaro. Sembra che la prossima stagione vogliate fare le cose in grande. Avete preso l’Ortolani, la Brinker. Avete programmi importanti, lo scudetto di nuovo cucito sulle maglie…

Vogliamo fare bene, fare una stagione di vertice e cercare di vincere un maggior numero di trofei possibili. Come è tradizione di questa grande società. Sì confermo puntiamo veramente in alto.

 

Del resto il volley femminile italiano da un po’ di tempo si sta dimostrando sempre più competitivo…

Certo è cresciuto molto. Sta ottenendo grandi traguardi. Negli ultimi anni ha ottenuto ancora più risultati di quello maschile. Fra tre anni avremo anche i Campionati del mondo in Italia, dove la nostra nazionale partirà tra le favorite. Per giocarsi tutte le sue chances di vittoria.

 

(Franco Vittadini)

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