ANTONIO CASSANO LASCIA IL CALCIO/ Chiavari non ha digerito l’addio all’Entella (Le Iene Show)

Antonio Cassano lascia il calcio: il calciatore barese si era proposto per una nuova avventura con la maglia della Virtus Entella per fare poi l’ennesimo passo indietro (Le Iene Show)

14.10.2018 - Morgan K. Barraco
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Antonio Cassano con la maglia della Sampdoria (Foto LaPresse)

L’Entella e Antonio Cassano avevano flirtato diverse volte in questi ultimi 12 mesi fino all’arrivo di qualche settimana fa quando il calciatore barese aveva iniziato ad allenarsi con la squadra della città di Chiavari. Non aveva firmato un contratto, ma le sensazioni erano state molto positive con anche delle parole che facevano sperare in un futuro insieme. Alla fine però il talento di Bari Vecchia ha alzato bandira bianca e la gente non ha gradito il suo gesto. Un effetto boomerang in un momento molto complicato per l’Entella che appesa tra Serie C e ripescaggio in Serie B è ferma da diverse settimane e aspetta delle possibili novità. Il club ligure spera di vedere qualche evoluzione positiva, ma non avrà la possibilità di vedere Fantantonio giocare nemmeno una gara ufficiale, un dispiacere per chi aveva invaso in massa i primi allenamenti dove il talento ex Roma e Real Madrid si era distinto con tocchi e assist allo Stadio Comunale di via Gastaldi. (agg. di Matteo Fantozzi)

Stasera intervistato da Corti e Onnis a Le Iene Show

Ha deciso di appendere il pallone al chiodo il calciatore barese Antonio Cassano, dando il suo addio agli italiani grazie ad una lettera che il giornalista Pierluigi Pardo ha pubblicato poche ore fa. Prima dell’annuncio lo sportivo ha deciso di concedere un’ultima intervista a Stefano Corti e Alessandro Onnis, in cui parla non solo della trasformazione del calcio rispetto ai gloriosi anni Novanta, ma anche della possibilità che Roberto Mancini non riesca a portare alla gloria gli azzurri per via della “normalità” dei giocatori presenti. L’intervista verrà trasmessa da Le Iene nella puntata in onda oggi, domenica 14 ottobre 2018, su Italia 1. “Adesso sono tutte schiappe”, sottolinea infatti Cassano ricordando i fasti registrati dal calcio italiano nel ’99. Ai suoi occhi lo dimostrano i dati, fatta eccezione per Gonzalo Higuain che ora gioca con il Milan e la conquista della serie A da parte della Juve. Nella sua lunga intervista non dimentica ovviamente Andrea Stramaccioni, che giudica il peggior allenatore che abbia mai incontrato nella sua carriera. Sfatata invece la leggenda che avrebbe visto i due darsele di santa ragione negli spogliatoi, con una vittoria netta del ct. “Ci siamo solo spintonati e basta”, sottolinea infatti l’ex calciatore smentendo al tempo stesso l’esito di questo breve match nel dietro le quinte dello stadio.

L’addio definitivo al calcio giocato

Non ci sono speranze in un ritorno di Antonio Cassano al mondo del calcio. L’ex azzurro ha confermato che il suo addio questa volta è definitivo e che ormai a 36 anni può solo andare in retromarcia. Un colpo di scena che arriva subito dopo la sua entrata nella Virtus Entella e gli allenamenti intrapresi con una certa regolarità, ma che non hanno impedito allo sportivo di ritornare di nuovo sui suoi passi. “Ho altre priorità”, scrive infatti nella lettera che ha affidato a Pierluigi Pardo, convinto di non avere in quel momento la determinazione per giocare a calcio con tutte le sue forze. Ed è proprio per quel forte senso di tragitudine che prova verso il calcio e che “mi ha tolto dalla strada”: inizia una seconda tranche della sua vita personale, ma non manca la voglia di dimostrare a se stesso ed agli altri che può realizzare grandi imprese senza per forza correre lungo un prato erboso. Prima di abbandonare del tutto, Cassano si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa e punta il dito contro gli Azzurri. “Non è una squadra decente”, commenta a Le Iene sicuro che l’uscita della Nazionale dai Mondiali sia solo una conseguenza dei livello tecnico scarso di molti giocatori. “Non può fare miracoli”, ha detto parlando di Pep Guardiola. Un discorso che alla fine vale anche per Roberto Mancini, che di certo dovrà fare i conti con giocatori nella media e che di certo non compongono una “grande squadra” da valorizzare.

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