BERLUSCONI PRESENTA IL SUO NUOVO MONZA/ “Squadra di italiani, barba e capelli in ordine, niente tatuaggi”

- Fabio Belli

Berlusconi presenta il suo nuovo Monza: “Squadra di italiani, barba e capelli in ordine, niente tatuaggi”. Su il sipario sul progetto durante l’evento ‘Idee per l’Italia a Milano’

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Silvio Berlusconi, ex presidente del Milan - LaPresse

Fatto l’affare, l’affare è fatto. E Silvio Berlusconi, a margine dell’evento ‘Idee per l’Italia a Milano‘ ha ufficialmente parlato del suo ritorno nel mondo del calcio come patron del Monza. Il club brianzolo è impegnato nel campionato di Serie C e al fianco in questa nuova avventura Berlusconi avrà sempre il suo braccio armato nel mondo del calcio, Adriano Galliani. Con il quale in trent’anni alla guida del Milan ha raggiunto i più incredibili successi. Il progetto Monza sarà diverso, improntato alla ricerca di talenti italiani e del fair play, anche se ovviamente la speranza è quella di riportare in alto il club che ha vissuto anni difficili dopo essere stato fino ai primi anni Duemila la squadra con più presenze in Serie B (pur senza aver mai toccato la vetta della Serie A).

“AVREMO ANCHE UN PARRUCCHIERE CONVENZIONATO”

Il progetto berlusconiano per il Monza è particolare: “Abbiamo in mente un progetto particolare: pensiamo ad una squadra giovane e tutta di italiani, che possa contribuire anche in futuro alla Nazionale azzurra. Una squadra di ragazzi con i capelli in ordine. C’è già il primo parrucchiere di Monza che ha detto farà i capelli gratis.  I giocatori non avranno la barba e assolutamente non avranno i tatuaggi e non dovranno portare orecchini vari. Saranno giocatori esempio di correttezza in campo: si scuseranno se fanno un fallo, tratteranno l’arbitro come un signore e stringeranno la mano agli avversari alla fine della partita. Sugli autografi non faranno uno schizzo, ma scriveranno il loro nome e cognome. Andranno in giro vestiti con sobrietà. Insomma qualcosa di diverso dal calcio attuale.” Un progetto sulla carta anche con qualche tratto bizzarro, ma una squadra di tutti italiani capace di arrivare in alto potrebbe essere un’idea all’avanguardia.



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