CALCIOMERCATO/ Lecce, si pesca a Udine: dopo Obodo, Cuadrado e Muriel

Il Lecce pensa a Cuadrado e Muriel dell’Udinese. Dopo Obodo, altri rinforzi in arrivo dalla formazione bianconera. Intanto mister Di Francesco spiega le sue idee tattiche…

01.08.2011 - La Redazione
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Foto (Ansa)

Il Lecce ha deciso di guardare a Udine per rinforzare la squadra. Dopo l’arrivo del nigeriano Christian Obodo, altri due bianconeri sarebbero nel mirino, vale a dire i due colombiani Cuadrado e Muriel. Per il primo l’affare sembra ormai definito, come riporta Tmw, e già domani il laterale dovrebbe raggiungere i suoi nuovi compagni nel ritiro di Fanano, dove la squadra giallorossa sta svolgendo la seconda fase della preparazione. Il secondo, nome poco conosciuto ai più fino a qualche tempo fa, si sta mettendo in grande evidenza con la sua Nazionale ai Mondiali Under 20. Sua la fantastica doppietta grazie alla quale la Colombia ha surclassato la Francia per 4-1. Gli osservatori dell’Udinese, su queste cose, hanno l’occhio lungo e, ancora una volta, sembrano aver scovato un talento purissimo, di grande avvenire. Avvenire che, nell’immediato, potrebbe avere Lecce come scenario, come sperano i dirigenti del club salentino. I contatti tra i due club continuano e dopo il Mondiale potrebbero esserci delle novità. Per il resto, mister Di Francesco si gode gli altri nuovi arrivi, tutti di buon livello. Si va dal portiere Julio Sergio, in cerca di riscatto dopo i chiaroscuri di Roma, ai difensori Carrozzieri e Andrea Esposito, fino alla freschezza atletica di Rodney Strasser, che il Milan ha ceduto in prestito con la speranza di riaverlo alla base più forte di prima. E’ un Lecce che, pian piano, sta prendendo forma, sotto la guida di un tecnico giovane e promettente come Eusebio Di Francesco. Un esordiente assoluto in serie A, che dimostra di non temere affatto le responsabilità. Il Lecce, a suo avviso, lo ha scelto “perchè il lavoro paga, così come la costanza. Conoscevo Osti per averlo incrociato qualche volta e sono contento per questa chiamata – ha spiegato al Corriere dello Sport – L’importante è restare, non arrivare, ovvero dare conferma a ciò che di buono si è fatto”. Un allenatore umile al punto giusto, e che non ama l’aridità degli schemi e dei numeri fini a sé stessi: “Prediligo il 4-3-3, il modulo del momento. Per quello che esprime a livello offensivo e difensivo, riesce a dare un gioco più equilibrato ma con una certa propensione ad offendere”. Di Francesco proverà ad imporsi in un campionato pieno di colleghi giovani, da Montella a Luis Enrique… “Una volta era difficile, occorreva

Fare tanta gavetta e si arrivava a una certa età in A, ma i fatti dicono che questa rivoluzione culturale può dare buoni frutti”. E lui vuole esserne uno degli esempi più fulgidi.



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