POLEMICA CONTE-CASSANO/ FantAntonio: quaquaraquà è chi è stato condannato per omessa denuncia

- La Redazione

Antonio Cassano respinge al mittente le accuse rivoltegli da Antonio Conte nella polemica dei ‘soldatini’: quaquaraquà sarà chi è stato condannato, non venga a parlarmi di moralità…

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Antonio Cassano esulta con Sneijder (Infophoto)

Ennesima puntata dell’eterna rivalità tra Inter e Juventus. A tenere banco è ancora la ormai celebre frase di Antonio Cassano, che tempo fa aveva dichiarato di non avere mai voluto vestire la maglia bianconera perché a Torino vogliono soltanto giocatori che siano ‘bravi soldatini‘. La polemica aveva tenuto banco per alcuni giorni, con le risposte dal fronte juventino, in particolare da Leonardo Bonucci che aveva puntualizzato: “La Juventus vuole professionisti”. Sembrava un capitolo chiuso, e invece lunedì – in una videochat con i tifosi – l’allenatore Antonio Conte aveva decisamente contrattaccato, definendo Cassano un ‘quaquaraquà‘ e lasciando intuire che giocatori come il barese sono soltanto un danno per uno spogliatoio e che quindi la Juventus non lo avrebbe mai voluto. Accusa che non poteva certo rimanere senza risposte, e il fantasista nerazzurro ha provveduto a farlo oggi, in una intervista in esclusiva per Sport Mediaset. Risposta molto forte, che di certo riaccenderà le polemiche. Il fantasista rispedisce al mittente la definizione: “Quaquaraquà non sono certo io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Ma se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia”. Cassano dunque sottolinea il fatto che tra i due, quello che ha avuto problemi con la giustizia è stato Conte, pur senza negare i tanti errori che hanno frenato la sua carriera. Il resto dell’intervista è stato più soft. In particolare, Cassano ha voluto chiudere la polemica almeno con Bonucci: “Conosco bene Leo, è un bravo ragazzo. È attaccatissimo alla Nazionale. Ha detto la verità, io ho sempre fatto fatica a correre. Non mi sono offeso. Accetto la battuta perché rimane in ambito calcistico”. Ma cosa voleva intendere esattamente FantAntonio quando per la prima volta parlò dei soldatini? Lo ha spiegato lui stesso: “Volevo semplicemente dire che sono troppo professionali e professionisti. Io non lo sono mai stato. Non era mia intenzione offenderli, se se la sono presa… amen”. Cassano lancia poi un ramoscello di pace ai bianconeri (“Stringere la mano alla Juventus? Certo, stringo la mano a tutti”), e passa a parlare dell’Inter.

Per prima cosa, dell’imminente ritorno in gruppo dell’altro grande fantasista della rosa, Wesley Sneijder: “Wes per me è il giocatore che ci serve per fare la differenza. Lo voglio in squadra tutta la vita. Tatticamente sarà un problema per Stramaccioni. Io, però, voglio giocare per Sneijder”. Porte spalancate per l’olandese, un po’ meno per il possibile e chiacchierato ritorno di Mario Balotelli ad Appiano Gentile: “Ce ne sono tanti forti in nerazzurro. Rimaniamo con questi”. La chiusura è per la Nazionale, e in questo caso c’è una punta di amarezza nelle parole del fantasista ex Milan: “Non ho più sentito Prandelli, forse perché ho cambiato numero. Comunque tifo Italia e il mio sogno è partecipare a un Mondiale, cosa che non ho mai fatto”.



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