Calenda “Candidato Pd a Roma scelto da M5s”/ “Conte minaccia di far cadere il Lazio”

- Carmine Massimo Balsamo

Comunali Roma, Carlo Calenda senza filtri su Pd e M5s: “È questa la discontinuità tanto invocata dalla linea Letta-Boccia?”

Carlo Calenda comunali roma
Carlo Calenda (LaPresse)

Carlo Calenda in tackle su Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Il leader di Azione ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Stampa ed ha fatto il punto della situazione in vista delle elezioni comunali a Roma. Come vi abbiamo raccontato, Roberto Gualtieri ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie dem, mentre i grillini hanno confermato e ribadito la fiducia nei confronti del sindaco uscente, Virginia Raggi.

«E’ la fine delle pantomime», il giudizio di Carlo Calenda, con un commento particolarmente netto sulle primarie del Pd: «Sono primarie di partito, non di coalizione, che vengono spostate a uso e consumo del candidato. Le mettono e le ritirano dall’agenda a seconda del momento politico e senza consultare le altre forze al tavolo del centrosinistra».

CALENDA STRONCA PD E M5S

Carlo Calenda si è poi soffermato sulla rinuncia di Zingaretti a correre per il Campidoglio, spiegando che il candidato del Partito Democratico è stato scelto dal Movimento 5 Stelle «con il sostegno di Giuseppe Conte a Virginia Raggi e minacciando di far cadere la Regione nel caso in cui Zingaretti avesse deciso di presentarsi». Durissimo il giudizio sull’ex segretario Pd: «Io non capisco, prima ha eletto Conte campione del riformismo, sperando di far nascere un’alleanza con i grillini che ora va in pezzi. È questa la discontinuità tanto invocata dalla linea Letta-Boccia? O Boccia-Letta, a seconda della prospettiva». Carlo Calenda ha poi spiegato che Letta avrebbe dovuto lasciar perdere l’alleanza con il M5s e smetterla di tirare per la giacca Zingaretti. Ma non solo: «Allontanare Bettini, Astorre, Mancini e la loro classe dirigente. Fare una squadra di persone competenti che non hanno bloccato la città e provare a vincere al primo turno, parlando ai romani di Roma».



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