Cammino di Dante/ Tra Emilia-Romagna e Toscana l’itinerario slow sulle orme del poeta

Il Cammino di Dante tra Emilia-Romagna e Toscana: lungo circa 400 chilometri, l’itinerario slow sulle orme del poeta porta a scoprire i luoghi che caratterizzarono il suo esilio

Il Cammino di Dante
Il Cammino di Dante (Facebook, 2019)

Il Cammino di Dante, uno dei tanti percorsi tra turismo, trekking e riscoperta delle nostre radici culturali che l’Italia appenninica (ma non solo) propone e che, partendo dall’Emilia-Romagna verso la Toscana e poi ritorno, conduce attraverso scenari a volte colpevolmente dimenticati e borghi suggestivi sulle orme del Sommo Poeta autore della “Divina Commedia” e dei luoghi e dei sentieri che lo videro protagonista anche durante i duri anni del suo esilio. Parte infatti dalla tomba neoclassica in quel di Ravenna e attraversa i boschi del Casentino per arrivare alla sua Casa Museo in quel di Firenze (per un percorso ad anello di circa 400 km) il Cammino “slow” strutturato in una ventina di tappe e che, organizzato dall’omonima associazione nata qualche anno fa, consente ai partecipanti di ripercorrere quel viaggio che Dante stesso compì nel XII secolo e che consente non solo di fare luce sulla sua vicenda personale e l’ultimo periodo della sua vita ma porta pure a scoprire strade e sentieri di quella parte d’Italia che non solo è ancora intrisa dei volti e delle storie dei personaggi citati nella sua opera più celebre ma in cui il tempo si è fermato tanto da conservare ancora le vestigia dell’epoca etrusca e romana, oltre che ovviamente del periodo Rinascimentale di cui la Toscana è stata la culla.

IL PERCORSO DEL CAMMINO DI DANTE

Come detto, il Cammino di Dante è un percorso ben strutturato e delimitato da segnali ad hoc che disegnano un anello non solo dal punto geografico ma pure ideale e che tocca alcuni piccolo Comuni dell’entroterra emiliano-romagnolo e anche toscano spesso dimenticati dalle tradizionali direttrici turistiche, senza dimentica scorci e campagne appenniniche e castelli che meritano una visita. Non propriamente “nel mezzo del cammin della sua vita” ma pochissimi anni prima della sua prematura morte a causa di una febbre malarica (avvenuta nel 1321) infatti il Poeta frequentò i luoghi del Casentino, nei pressi di Arezzo, durante il suo tormentato peregrinare a causa dell’esilio e dell’instabilità politica: l’itinerario circolare può essere percorso indistintamente partendo dall’Emilia-Romagna o dalla Toscana e le 20 tappe in cui è diviso hanno ciascuna una lunghezza comprese tra i 25 e i 10 km, dunque certamente una sfida non certo impossibile per chi volesse affrontarne solo alcune di queste anche perché non è particolarmente impervio, ma affrontare l’intero percorso non è consigliato ovviamente ai neofiti del trekking senza dimenticare però che dei tratti possono essere affrontati inforcando la bici o a cavallo. Lungo il percorso, oltre a “navette” che permettono di tornare nel punto desiderato per qualsiasi evenienza, è presente una segnaletica ad hoc e punti di ristorazione e riposo che però l’organizzazione consiglia di prenotare in anticipo in modo da non avere problemi dal punto di vista logistico.

SULLE ORME DEL POETA E I BORGHI MEDIEVALI

Nato non solo per ripercorrere la storia del poeta fiorentino ma anche per valorizzare le bellezze del territorio compreso tra le due regioni, il Cammino di Dante è una sorta di “pellegrinaggio laico” che però permette di respirare l’atmosfera non solo politica e culturale ma pure religiosa degli eventi a cavallo tra il XII e XIII secolo, scoprendo quali sono stati i luoghi che hanno ispirato alcune Cantiche della “Commedia” e che all’epoca rappresentavano i sentieri medievali di comunicazione più battuti per spostare persone e merci. Non è un caso che i tratti di strada asfaltata compresi nel Cammino rappresentino solo il 3% del totale e che l’obbiettivo degli organizzatori è proprio quello di far scoprire luoghi “minori” e assaporando non solo l’ospitalità e l’accoglienza delle genti del posto ma pure tradizioni e piatti tipici proprio di quel borgo, indossando letteralmente i panni di Dante durante quel suo peregrinare in esilio che tra il 1302 e il 1313 lo portò a soggiornare nel Casentino spesso presso le proprietà della famiglia fiorentina dei Guidi. Ecco dunque che lungo il tragitto non solo si potranno scorgere gli stessi castelli dei Conti Guidi ma pure alcuni borghi tra i più belli del Centro Italia tra cui quello di Brisighella, Dovadola oltre a Portico di Romagna, San Benedetto in Alpe con le sue cascate che consentono pure di fare un rilassante bagno e altri segnalati sul sito stesso del Cammino di Dante, dove è possibile trovare (al pari dei canali social ad esso collegati) tutte le informazioni sul percorso e usufruire pure di sconti pernottando nelle strutture convenzionate.

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