Carlo Calenda, figlia Tay ferita durante manifestazione/ “E’ tosta come l’acciaio…”

- Silvana Palazzo

Carlo Calenda, la figlia fotoreporter Tay ferita durante manifestazione a Parigi. “E’ tosta come l’acciaio”, scrive su Twitter il politico pubblicando la foto del colpo subito

Carlo Calenda
Carlo Calenda (LaPresse)

La figlia di Carlo Calenda colpita al volto durante una manifestazione in Francia. È lo stesso candidato sindaco di Roma a condividere un tweet con la foto della ragazza durante la Marcia delle Libertà. Sono stati momenti di paura comunque per Tay Calenda. La donna, che svolge l’attività di fotoreporter, ha subito un colpo allo zigomo durante una carica delle forze dell’ordine, come documentato anche dall’account Twitter di “Reporters en colère”. Nella foto si vede il volto ferito e gonfio della figlia del fondatore e leader di Azione. Il post è stato quindi ripreso dal padre, che non nasconde il suo sconcerto ma le rinnova la sua fiducia: «Mannaggia alla miseria! Tay! I figli manifestanti! Per fortuna è tosta come l’acciaio. Daje figlia». Dal profilo Facebook della giovane si evince chiaramente la sua passione per la fotografia. Diplomatasi al liceo Chateaubriand di Roma, si è iscritta alla facoltà di Lettere della Sorbona senza però concludere gli studi. A Parigi, dove tuttora vive, ha frequentato invece lo Speos Photography Institute.

FIGLIA CARLO CALENDA FERITA DURANTE MANIFESTAZIONE

«Avevo 16 anni, quando nacque, non avevo regole. Però la nascita di Tay mi ha molto responsabilizzato, anche se i miei mi cacciarono di casa». Così Carlo Calenda parlando della sua prima paternità in un’intervista. Anche se la differenza di età non è molta, il politico non l’ha mai trattata come una sorella o un’amica. «No no, io l’ho cresciuta come una figlia. Fa la fotografa in teoria: ma io direi che, come tanti della sua età, è sfruttata in uno studio in cui allestisce i set». Tay Calenda è fotografa indipendente e free lance. Ha un portfolio di ritratti, in particolare femminili, ma anche scene di proteste, con lanci di lacrimogeni. Le donne e le loro battaglie finiscono sempre in primo piano. Poco incline ai contatti via social, nonostante il suo mestiere, suggerisce ad esempio di contattarla su Instagram solo se urgente, mentre su Facebook è ancor più raro riuscire a rintracciarla.



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