Carlo Verdone “10 cose che non voglio più fare”/ Dai favori ai ritardi: “Basta!”

- Anna Montesano

Carlo Verdone svela le dieci cose che a 65 anni proprio non vuole più fare: dai vernissage ai favori fino alle tavolate, ecco quali sono

Carlo Verdone torino film festival 37
Carlo Verdone

Alle pagine di Vanity Fair, Carlo Verdone ha rilasciato un’intervista molto particolare. L’attore, oggi 65enne, ha ammesso che c’è un elenco di cose, che ha riassunto in 10 punti, che proprio non sopporta e non vuole più fare. Quali? Partiamo con la prima: “Le interviste dove il giornalista esordisce puntualmente con: «Verdone, lei che è un noto ipocondriaco, come affronta…». Alla parola «ipocondriaco» avrei voglia di spaccargli il telefono in testa.” Tendenzialmente anche i ritardi infastidiscono non poco l’attore, che continua col secondo punto: “Andare ai vernissage dove non riesco a vedere una sola opera esposta ma solo una folla ammassata di amici, conoscenti, gente sconosciuta che si presenta e non capisco chi è per l’assordante chiacchiericcio.” E ancora: “Andare alle tavolate di una certa eleganza dove non si riesce a cenare all’ora prevista perché, come al solito, la coppia più importante arriva con un’ora di ritardo.”

Carlo Verdone, cosa non sopporta? “Basta alle persone che mi chiedono favori!”

Carlo Verdone spiega di mal sopportare la poca eleganze in determinati eventi: “Andare a premiazioni che dovrebbero essere importanti, dove i vincitori sono in pantaloni sgualciti, scarpe sfondate, maglietta e giacca trasandata. E io sono l’unico col vestito scuro e la cravatta. E magari non ho vinto niente.” O ancora “Andare alle anteprime dei film dove la proiezione inizia regolarmente con un’ora e mezzo di ritardo.” Nel suo decalogo cita anche gli amici: “Rispondere al telefono ad amici, o ad amici degli amici, che mi chiedono il nome di un luminare per una visita urgente, sapendo che li conosco tutti.” Carlo Verdone spiega poi di essere stanco di non trovare il coraggio di dire la verità a “un amico autore cinematografico o letterario se ha fatto, o scritto, una boiata.” Di mal sopportare i libri in cui trova scritto “un silenzio assordante”. E ancora aggiunge: “Voglio cancellare dalla rubrica tutti quelli che mi chiedono favori su favori, senza nemmeno azzardare un ‘Come stai?'” Così conclude il suo elenco con il decimo punto: “Non ho più voglia di frequentare persone ossessionate dal parlare di se stesse, di quello che stanno preparando, del premio che hanno ricevuto…”. Insomma, basta a tutto questo.







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