Carola Rackete/ “Germania mi disse di portare migranti in Italia”: disegno politico?

- Emanuela Longo

Carola Rackete, intervista dalla tv tedesca conferma: il ministro dell’Interno tedesco le avrebbe ordinato di portare i migranti in Italia, confermato disegno politico?

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Carola Rackete

Carola Rackete torna a parlare di quanto accaduto con la Sea Watch 3 e rivela che dietro l’operazione della Ong vi era un disegno politico. A distanza di alcune settimane dal blitz avvenuto nel porto di Lampedusa, la capitana fa delle importanti ammissioni nel corso di una intervista alla tv tedesca Zdf: “So che quanto sto per dire potrebbe essere strumentalizzato da qualche partito…”, ha esordito. A detta della Rackete, fu il ministero dell’Interno tedesco a chiederle “di far registrare e portare tutti i clandestini a Lampedusa”. Un tassello importante e che giustifica ora l’assalto sferrato dalla Sea Watch al governo italiano nonostante il divieto di ingresso in acque territoriali e di attracco. A confermare un rapporto tra la Ong ed il governo della Merkel, come sottolinea anche Il Giornale, è stata la presenza a bordo di troupe della tv di Stato Ard. Ciò aveva spinto l’ex capo dei servizi tedeschi Maaßen un presunto coinvolgimento diretto del governo tedesco, ora confermato dalla stessa capitana.

CAROLA RACKETE RIVELA GLI ORDINI RICEVUTI: DISEGNO POLITICO CONTRO L’ITALIA?

Nella sua intervista alla Zdf, Carola Rackete ha ammesso che non solo la richiesta di portare gli immigrati al porto la Lampedusa. La municipalità di Rothenburg le avrebbe proposto, infatti, di mandare un pullman in Italia per il recupero dei clandestini da far registrare in Germania. “Ma a negare la via terrestre è stato il ministro dell’Interno del nostro Paese”, ha aggiunto la capitana, come confermato anche Tpi. Dichiarazioni che contribuiscono a ribadire la linea del governo tedesco. L’opposizione del ministro dell’Interno Horst Seehofer alla linea adottata da Salvini contro gli immigrati è chiara. I due ministri si ritroveranno il prossimo settembre a discutere ancora del tema immigrazione e quella sarà ancora una volta l’occasione per la Germania di ribadire il suo punto di vista contrario rispetto alla chiusura dei porti, presentando una nuova procedura che possa mettere in chiaro “la necessità del salvataggio in mare”. Tuttavia, la posizione della Germania è subdola poichè sa bene che i migranti sbarcano e vengono registrati in Italia, che procederà poi con l’espulsione nel proprio Paese di origine o con la distribuzione nei pochi stati d’Europa. Da Berlino mancherebbe però la vera volontà a frenare l’emergenza ed il dubbio è che sia solo un modo per mettere in difficoltà l’Italia.



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