Cashback Natale, soldi finiti?/ Palazzo Chigi smentisce: “Ci sono risorse necessarie”

- Silvana Palazzo

Cashback di Natale, soldi già finiti? Palazzo Chigi smentisce: “Ci sono tutte le risorse necessarie”. E scattano i rimborsi per 15mila iscritti

Piano Cashback di Natale
Piano Cashback di Natale

Ci sono 15mila utenti che a cinque giorni dalla partenza del Cashback di Natale hanno effettuato già dieci operazioni, il numero minimo per accedere al meccanismo di rimborso del 10% su tutti gli acquisti fatti in negozio tramite moneta elettronica. Lo fa sapere Palazzo Chigi, spiegando che sono oltre 4 milioni gli iscritti al programma, mentre più di 1,6 milioni le transazioni che sono state già contabilizzate e acquisite dal sistema. Pertanto, il totale dei rimborsi che sono stati accumulati finora corrisponde a 6,4 milioni di euro. Numeri destinati ad aumentare, insieme agli strumenti di pagamento registrati, che al momento sono 7,5 milioni, di cui 4,4 milioni di carte di credito e quasi 2 milioni di carte PagoBancomat registrate sull’app Io. Invece altri 1,2 milioni strumenti elettronici sono stati registrati sugli altri canali disponibili. Per l’extra Cashback di Natale comunque il governo starebbe valutando di prorogare i termini fino al 6 gennaio, visto che la scadenza attualmente prevista è fissata al 31 dicembre.

CASHBACK, POLEMICA SU RISORSE A DISPOSIZIONE

Nelle ultime ore è poi circolata voce che non ci sarebbero sufficienti risorse per l’extra Cashback di Natale, un allarme che è stato smentito da Palazzo Chigi. Dopo la nota della stessa Presidenza del Consiglio con gli ultimi aggiornamenti in merito all’iniziativa, fonti – riportate dal Fatto Quotidiano – hanno fatto sapere che «per l’extra Cashback di Natale ci sono tutte le risorse necessarie». A tal proposito, è stato spiegato che il cashback relativo al periodo sperimentale di dicembre viene pagato nel 2021, così come il primo semestre del 2021. «Per entrambi questi periodi lo stanziamento complessivo è di 1.750 milioni». Da qui la rassicurazione di Palazzo Chigi in merito alle risorse a disposizione. Una delle tante polemiche legate all’iniziativa e all’app Io, su cui ad esempio è intervenuto anche il microbiologo Andrea Crisanti, il quale propone di legare l’iscrizione al programma a quella all’app Immuni per incentivarne l’utilizzo.



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