Caso Denise Pipitone, la procura accusa/ “Influenza della tv e false testimonianze”

- Emanuela Longo

Caso Denise Pipitone a Quarto Grado: la procura di Marsala accusa la tv ed i falsi testimoni nella richiesta di archiviazione

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Denise Pipitone, Quarto Grado

Nelle passate settimane la procura di Marsala che indaga sul caso di Denise Pipitone ha avanzato la richiesta di archiviazione per i quattro indagati nell’ambito della nuova inchiesta aperta lo scorso aprile. Tra loro ci sono anche Anna Corona e Giuseppe Della Chiave, tirati nuovamente in ballo dopo una serie di testimonianze, segnalazioni e dichiarazioni. Del caso si occuperà stasera anche la trasmissione Quarto Grado, ed a proposito di tv, a finire sotto accusa da parte dei pm sarebbe stato proprio il circo mediatico che da anni solleciterebbe percorsi investigativi alternativi ma privi di una base. La procura, come scrive Il Fatto Quotidiano, avrebbe persino puntato il dito contro l’avvocato Frazzitta, legale della madre di Denise Pipitone, Piera Maggio.

Secondo chi indaga, ci sarebbe un “altissimo rischio di inquinamento delle indagini … indotto dalle modalità con le quali, ormai in modo martellante e quasi asfissiante, numerose trasmissioni televisive, social permanentemente attivi, siti internet dedicati, si occupano della scomparsa della piccola Denise”. I pm parlano anche di una sorta di “insano rapporto indissolubile” tra le parti coinvolte ed i giornalisti tale da provocare un “cortocircuito mediatico-giudiziario” capace di creare “false piste e inutili speranze”. Parole, queste, che sarebbero il riassunto degli ultimi mesi legati all’inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone.

Caso Denise Pipitone: accuse della procura nella richiesta di archiviazione

Nonostante siano trascorsi ormai 17 lunghi anni dalla sparizione di Denise Pipitone da Mazara Del Vallo, l’attenzione resta altissima. Proprio i media, la tv in particolare, avrebbe portato in questi mesi ad accendere i riflettori su svariate piste sempre infondate, a partire da quella della ragazza russa Olesya Rostova. Si passa poi alla coppia romana in vacanza in Sicilia proprio nel periodo della scomparsa di Denise. La donna aveva riferito di aver visto la bambina nell’hotel dove lavorava Anna Corona. A smascherare la coppia sono stati gli inquirenti smentendo che in quel periodo fossero fisicamente sull’isola.

Dal caso della ragazza russa, accusa ancora la procura di Marsala nell’atto di 56 pagine, il caso di Denise avrebbe fatto parte in modo fisso dei palinsesti televisivi quotidiani. In tale contesto non sono mancate le dichiarazioni di Maria Angioni, ex pm del caso, che “dopo una prolungata serie di apparizioni televisive in tutte le numerose trasmissioni dedicate appunto alla vicenda de qua, diventava destinataria di una serie di mail” e finita a sua volta imputata per false informazioni al pm. Il processo a suo carico inizierà il prossimo 23 dicembre. Nella richiesta di archiviazione firmata dalla procura il 4 settembre scorso, gli stessi pm chiosano: “Soltanto se e quando chi ha commesso l’inumana azione di privare della libertà e dell’affetto dei suoi cari una bambina di quattro anni ( ovvero chi di tale gesto è stato effettivo testimone) deciderà di rivolgersi alla Procura della Repubblica o ad una forza di Polizia, potrà questa vicenda trovare un colpevole che, allo stato, purtroppo, non è possibile individuare.

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