Catello Maresca/ “Se non voti M5S perdi Reddito di Cittadinanza? Fake news”

- Alessandro Nidi

Catello Maresca: “Non ho mai effettuato indagini sugli amministratori della città di Napoli, ho combattuto mafia e criminalità”  

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Catello Maresca (Omnibus, 2021)

Catello Maresca, candidato sindaco a Napoli per il Centrodestra, è intervenuto nel corso della mattinata di oggi, venerdì 30 luglio 2021, ai microfoni della trasmissione televisiva di La 7 “Omnibus”, al fine di parlare delle prossime elezioni comunali, per le quali non è stata ancora individuata una data ufficiale: “Speriamo di averne presto una – ha dichiarato –, in quanto bisogna organizzarsi ed effettuare tutti gli aspetti elettorali”. Maresca si è definito, per l’esattezza, un candidato civico sostenuto dal Centrodestra, perché il “mio percorso intenso di intervento, anche nel sociale, comincia da lontano, cercando di recuperare ragazzi molto in difficoltà, che poi diventano potenziali percettori di reddito”.

L’intervistato ha rivelato di avere incontrato spesso nei quartieri persone in difficoltà, anche perché Napoli ha la periferia talvolta interna alla città, come nel caso della Forcella. Le situazioni difficili e complesse vanno affrontate con attenzione, ma nel suo percorso di avvicinamento alle votazioni ha “verificato l’esistenza di una grande confusione, poiché si tende ad affermare che non votando un candidato sostenuto dal Movimento 5 Stelle si perda il Reddito di Cittadinanza. Il sindaco, piuttosto, può contribuire a creare le condizioni affinché si acquisisca la dignità del lavoro. Il reddito fa sì che si superino momenti di difficoltà economica, però la vera soluzione al problema occupazione e del disagio sociale è connesso al lavoro”.

CATELLO MARESCA: “MAI INDAGATO SU AMMINISTRATORI NAPOLETANI”

Per questo motivo, Catello Maresca ha annunciato che lui e la sua squadra stanno elaborando percorsi di impegno in lavori di pubblica utilità dei percettori di reddito e sistemi di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro.

Parlando poi della sua figura, il candidato ha rammentato di essere conosciuto per avere svolto la sua attività professionale nel clan dei Casalesi, in provincia di Caserta e diffuso in tutta Italia. “Non ho fatto indagini su pubblici amministratori di Napoli – ha aggiunto –. Io ho messo la mia vita a disposizione della città, sinceramente. Se dovessi tornare a fare il magistrato un domani lo dovrei fare lontano dai miei figli”.



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