C’è l’Iran dietro gli attacchi anti-occidentali di Hamas ed Hezbollah?/ I sospetti sull’unità segreta al-Quds

- Chiara Ferrara

Potrebbe esserci l'Iran dietro gli attacchi anti-occidentali di Hamas, di Hezbollah, dei miliziani siro-iracheni e degli houthi yemeniti: sospetti su al-Quds

guerra a Gaza Guerra nella Striscia di Gaza: postazioni Israele contro Hamas (LaPresse, 2023)

C’è l’Iran dietro gli attacchi anti-occidentali di Hamas, di Hezbollah, dei miliziani siro-iracheni e degli houthi yemeniti? A domandarselo è Avvenire, che punta il dito contro un’unità segreta, ovvero la forza al-Quds dei pasdaran. Essa è comandata da Esmail Qaani, di cui non si hanno però molte informazioni, come d’altronde della sua struttura.

È certo, tuttavia, che l’organizzazione abbia numerose ramificazioni in tutto il Medio Oriente. Inoltre, ha anche una branca palestinese, che opera dal Libano e ha a capo Mohammed Said Izadi, Majjid Zaree, Ali Marshad Shirazi e Mostafa Majid Khani. Secondo fonti locali sarebbe stato proprio quest’ultimo a indottrinare e addestrare i miliziani, anche in vista dell’attacco dello scorso 7 ottobre a Israele. Sarebbe emerso infatti che il capo dell’unità segreta Esmail Qaani si è recato ripetutamente a Beirut per riunioni segrete con i leader di Hamas e Hezbollah nei mesi scorsi. A marzo ci sarebbe anche stato un incontro online. Un segnale del fatto che la guerra era prevista da tempo.

C’è l’Iran dietro attacchi anti-occidentali di Hamas ed Hezbollah? Cos’è al-Quds

I timori secondo cui ci sarebbe l’organizzazione segreta al-Quds dei pasdaran e dunque l’Iran dietro gli attacchi anti-occidentali di Hamas ed Hezbollah arrivano anche in virtù del fatto che al vertice di questa piramide ci sarebbe la cosiddetta unità numero 400, un’emanazione diretta dell’ayatollah Khamenei e del suo ufficiale di collegamento presso l’intelligence guidata da Abdallah Hamed. Essa svolgerebbe operazioni segrete, attentati terroristici e trasporto di armi. A beneficiare di queste attività sarebbero proprio le altre organizzazioni, che vengono in questo modo protette e favorite.

Ciò sarebbe possibile anche attraverso le disponibilità economiche del capo Esmail Qaani, che ottenere ingenti proventi dal contrabbando di petrolio e dal traffico di captagon (una anfetamina usata dai terroristi), gestito dagli emissari di Benham Shahriyari e dall’unità 190. Un business dunque che non sembra essere destinato a fermarsi.





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