DON EURO, PARTE PROCESSO PER TRUFFA ED ESTORSIONE/ Luca Morini, ridotto a stato laico: il mistero della villa

- Carmine Massimo Balsamo

Don Euro, parte oggi il processo per truffa ed estorsione. Ultime notizie Massa, bottino da 700 mila euro per Luca Morini: intercettazioni e testimonianze a Storie Italiane

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È cominciato oggi il processo Luca Morini, meglio conosciuto come Don Euro, accusato di truffa ed estorsione ai danni rispettivamente di fedeli e un vescovo in quel della curia di Massa: ma alla prima udienza l’ex prete oramai ridotto allo stato laico non era presente e la notizia del giorno è che nel processo è stata di fatto stralciata la posizione del Vescovo, Monsignor Giovanni Santucci che quindi esce di fatto dal procedimento. Infatti il diretto interessato è stato prosciolto dalle accuse di tentata truffa e appropriazione indebita perché nessuna delle parti offese ha sporto querela e quindi non si è potuto procedere. E in collegamento in diretta nel salotto di Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso, Filippo Mangiacapra, l’ex gigolò che aveva confessato di aver trascorso delle notti con Don Euro, si è chiesto se ora il Vescovo parlerà nonostante di fatto sia oramai fuori dal processo. E invece a proposito di Morini il programma Mediaset si chiede come l’ex prete paghi l’affitto della villetta in cui ancora vive: in vigore vi sarebbe un contratto d’affitto privato ma di fatto sarebbe nullatenente dato che gli è stato confiscato il patrimonio. (agg. di R. G. Flore)

PROCESSO PER TRUFFA ED ESTORSIONE

Don Euro, parte oggi il processo per truffa ed estorsione: tra pochi minuti si terrà la prima udienza a Massa, ritenuta fondamentale perché si saprà se ci sono parrocchiani che hanno presentato una querela nei confronti di don Luca Morini. Come spiegato da Storie Italiane, con il nuovo decreto legge approvato lo scorso aprile, per il reato di tentata truffa non si procede per ufficio ma solo per querela: se nessuno dovesse presentare querela, cadrebbero alcuni capi d’accusa. In tal caso i capi passerebbero da 24 a 19 e rimarrebbero quelli concernenti all’autoricilaggio, la cessione di droga ed estorsione. Il bottino di Luca Morini è di 700 mila euro: secondo l’accusa parte delle offerte dei parrocchiani le avrebbe investite in polizze e diamanti, un caso che ha scosso la comunità di Massa e che ha grande impatto sul mondo ecclesiastico, senza dimenticare i ricatti fatti a un vescovo. Decisiva inoltre la testimonianza dell’escort gay Francesco Mangiacapra, che ha parlato di “notti dannate” con il don toscano.

PROCESSO DON EURO, LE TESTIMONIANZE

«L’ho visto una settimana fa, ma non si sente neanche: tutto tace», il commento di una donna che abita vicino a Luca Morini, che non si è fatto vivo negli ultimi giorni e che vive rinchiuso nella sua abitazione ecclesiastica. Intervenuto a Storie Italiane, un super testimone ha sottolineato: «L’indagine è stata avviata in seguito alla mia prima segnalazione, mi sono reso conto che don Euro era la punta di un iceberg: ho scoperto solo successivamente che era un prete ed ho deciso di denunciarlo alle autorità ecclesiastiche. Ora è sparito ma spero non si sottragga agli obblighi di legge. Mi auguro di vederlo e di guardarlo negli occhi, chiedendogli perché ha illuso tante persone, millantando una fede di cui si è fatto fautore ma di cui non è rappresentante». E non sono mancate le lamentele dei fedeli per la sua condotta: «Sempre assente, non celebrava nessuna messa durante la settimana solo il sabato e la domenica. Non viveva assolutamente nella sua comunità. Le lamentele sulla condotta di don Morini erano all’ordine del giorno, sicuramente in riferimento alla sua costante assenza e al suo modo di vestirsi».





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