“Chiusura scuole sia ultima spiaggia”/ Gismondo: “Contagi in classe sono molto bassi”

- Alessandro Nidi

Secondo l’esperta, i contagi nelle aule al momento non preoccuperebbero e la chiusura delle scuole sarebbe un’ipotesi da scartare

gabriele toccafondi
Aula scolastica, immagine di repertorio (Pixabay, 2020)

In queste giornate che hanno purtroppo fatto registrare una nuova risalita dei casi di positività al Coronavirus in tutt’Italia, è tornata a circolare con forza l’opzione di una chiusura delle scuole, ventilata anche da alcuni esperti del settore medico e scientifico, al fine di limitare la circolazione del virus e, soprattutto, delle varianti sviluppatesi negli ultimi mesi e che rappresentano, di fatto, la vera problematica per il nostro Paese, a cui si aggiunge una campagna vaccinale che stenta a cambiare marcia.

Tuttavia, l’opzione di chiudere totalmente le scuole non trova pareri favorevoli nell’intero universo medico: lo dimostra, ad esempio, la posizione sull’argomento di Maria Rita Gismondo, microbiologa presso l’ospedale “Sacco” di Milano, la quale ha sottolineato che tale decisione deve rappresentare l’ultima spiaggia. “Non chiuderei mai le scuole e i luoghi di cultura – ha dichiarato sulle colonne di Adnkronos Salute –. Sicuramente, li chiuderei come ultima possibile chance contro il virus”. Tradotto in altri termini: il ritorno totale alla didattica a distanza (o didattica digitale integrata) può attendere.

“CHIUSURA SCUOLE? SOLO COME ULTIMA SPIAGGIA”

La chiusura delle scuole, a detta della dottoressa Maria Rita Gismondo, è una soluzione a cui ricorrere unicamente qualora i numeri dovessero (speriamo di no) schizzare verso l’alto nonostante l’adozione di tutte le altre misure possibili di contrasto alla pandemia: “Dal momento che i contagi nelle scuole sono veramente molto bassi – ha asserito l’esperta –, al di sotto del limite di preoccupazione, e in realtà si chiude per quello che ruota intorno alla scuola, come gli assembramenti dei genitori e i mezzi pubblici, la via da percorrere dovrebbe essere provvedere per munirsi di tutti questi servizi che possano concedere ai ragazzi di andare a scuola. È per loro un bene primario essenziale, non togliamogliela”. Una convinzione che la direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze del Sacco ha inteso ribadire con forza e, parafrasando le sue parole, si può dire che in questo momento i problemi principali legati alla diffusione del virus siano da ricercare altrove.



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