“Ci vediamo da Lucio!” a Bologna/ Nella casa-museo di Dalla tra cimeli, sorprese e…

- Raffaele Graziano Flore

“Ci vediamo da Lucio!” a Bologna: alla scoperta della casa-museo di Dalla, luogo dell’anima e cuore della “bolognesità” tra cimeli, sorprese e…

La casa di Lucio Dalla a Bologna
La casa di Lucio Dalla a Bologna (Fonte: FanMuseoLucioDalla, Facebook, 2020)

Un luogo dell’anima ma pure uno in cui è possibile scoprire la Bologna più personale dell’artista scomparso prematuramente nel marzo del 2012, tra cimeli, ricordi e tante sorprese: sin dal giorno della sua inaugurazione, e poi della successiva riapertura, la casa museo di Lucio Dalla nella città felsinea rappresenta un “must” non solo per tutti i fan dell’indimenticato cantautore e musicista ma anche per tutti i curiosi che vogliono scoprire appunto una Bologna più segreta nel cuore dello stesso capoluogo dell’Emilia-Romagna. Dal novembre 2018 è infatti nuovamente possibile, grazie a delle periodiche visite guidate nate sull’onda del claim “Ci vediamo da Lucio!” e, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Lucio Dalla (che rappresenta gli eredi dell’artista) e il Comune, entrare nell’appartamento che fu di Dalla negli ultimi anni di vita e respirare qui non solo l’atmosfera di amore per la musica e di ‘bolognesità’ che pervade ciascuna delle camere ma pure scoprire alcune delle sue preziose collezioni. Bussiamo dunque idealmente al numero 15 di Via D’Azeglio ed entriamo a scoprire cosa ci riserva…

“CI VEDIAMO DA LUCIO”, A BOLOGNA

La casa museo di Lucio Dalla a Bologna rappresenta un vero e proprio viaggio all’interno dell’universo più privato ed emozionale del cantautore, in cui ai tanti cimeli collezionati durante la sua lunghissima carriera si affiancano ricordi più personali. L’appartamento, sito in quel bell’edificio quattrocentesco che è Palazzo Fontana (di proprietà dell’omonima famiglia) è da qualche tempo infatti visitabile a differenza che in passato quando i tour erano organizzati solo in occasioni speciali come quelli dell’anniversario della nascita del musicista. Dopo la riapertura invece è possibile scoprire i suoi interni ogni venerdì in delle visite a numero chiuso per una iniziativa, ribattezzata proprio “Ci vediamo da Lucio!”, che romanticamente rievoca il periodo in cui Dalla era vivo e la sua casa era un porto aperto per amici e colleghi: e le sorprese cominciano già nell’androne del palazzo stesso dove un’ironica targa ha impresso sopra quello che era il suo pseudonimo nel condominio ovvero “prof. Domenico Sputo”, per poi proseguire appena varcata la soglia di ingresso dove si entra in una sorta di tunnel temporale che proietta in un mondo quasi dei balocchi e in cui come lo stesso Dalla diceva il principio ordinatore sembra essere quello della “presepite”, ovvero l’accumulazione di ogni tipo di oggetto, in un caos calmo di oggetti e vinili (senza dimenticare gli stessi presepi napoletani con le singolari statuine) che ha davvero pochi eguali.

ALLA SCOPERTA DELLA CASA-MUSEO DELL’ARTISTA

Nella casa museo di Dalla, che riproduce in piccolo quell’atmosfera tipicamente bolognese che ha sempre contraddistinto il capoluogo emiliano come un grande centro di produzione artista e culturale, è possibile dunque ritrovare custodita una parte di quella città, per quello che era un continuo “dialogo” tra gli oggetti della sua casa e i vicoli e i luoghi che era solito frequentare quando usciva. E così si si ritrova a vagare ad esempio nella cosiddetta “Stanza Caruso” dove ancora adesso ha sede l’etichetta discografica fondata dal cantautore, ovvero la Pressing Line, e che negli anni ha pure prodotto i lavori di diversi artisti emergenti: Dalla aveva eletto questo spazio ad ufficio e sala riunioni ammettendovi i proprio collaboratori come in una sorta di famiglia allargata, tra dipinti e sculture di gran pregio, tutti scelti dal diretto interessato, e alcuni premi ricevuti nella carriera tra cui spicca un microfono speciale regalatogli dalla RCA. Nella “Stanza delle Colonne” invece si rimane stupefatti dai soffitti affrescati e dalle stelle colonne che adornano questo lussuoso salotto dal pavimento in legno e dove Dalla spiegò una volta di aver racchiuso tutte le opere che rimandano al Sud d’Italia e che rappresentavano una delle sue due anime (quella meridionale, disordinata e sensuale opposta invece a quella nordica, ordinata ed efficiente. Inoltre, nel piccolo “Studio di Lucio” c’è un poltrona su cui soleva sedersi quando riceveva gli ospiti e in cui sono custoditi un frammento del Muro di Berlino e diverse opere tra cui un prezioso disegno autografato, regalo dell’amico Milo Manara. Infine, per conoscere costi, orari, promozioni e turni in cui vengono organizzati i tour nella casa-museo di Dalla si può far riferimento al sito web dell’omonima Fondazione e ai canali social ad essa collegati.



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